L'Istat fotografa il Paese: diminuisce l'occupazione In calo i delitti e gli scippi

L'Italia nell'annuario statistico del 2010: aumenta la sicurezza per i cittadini, scendono delitti e furti. In crescita la popolazione carceraria: il 37% sono immigrati. Ma gli italiani sono felici: 7 su 10 si sentono in buona salute e 1 su due è soddisfatto della sua situazione patrimoniale

Roma - L'Italia fotografata dell'Istat, nel suo annuario statistisco del 2010, è un paese contraddittorio. Cala l'occupazione per la prima volta dal 1994, ma aumentano gli impieghi per gli immigrati e la produzione industriale. Cresce la sicurezza per i cittadini e diminuiscono delitti, furti e scippi. Gli over 65 si appassionano sempre di più al web e le mamme italiane portano a casa un premio: sono le più vecchie d'Europa, in media hanno il primo figlio a 31 anni. Ma, tutto sommato, gli abitanti del Belpaese sono felici. Uno su due è soddisfatto della propria situazione patrimoniale e sette su dieci si sento in "buona condizione di salute".  

Sicurezza, scendono i reati Nel 2008 si contano 2.709.888 delitti denunciati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia, in diminuzione (-7,6%) rispetto al 2007. È quanto sottolinea l'Annuario statistico italiano 2010 dell’Istat. I delitti contro il patrimonio, sostiene l’Istat, sono quelli che hanno fatto registrare la flessione più significativa, da oltre 120 mila nel 2007 a 104mila; si tratta di furti (-14,9%) e truffe e frodi informatiche (-13,7%). In calo anche rapine (-10,5%) e omicidi volontari (-2,5%), pressochè stabili le violenze sessuali. Aumentano invece le lesioni dolose e i tentati omicidi (+3,4 e +2,1%).

Aumenta la popolazione carceraria Al 31 dicembre 2009 sono 64.791 i detenuti presenti negli istituti di prevenzione e pena, in crescita dell’11,5% rispetto a un anno prima. Si tratta di tossicodipendenti per un quarto dei casi, mentre appena il 4,2% è costituito da donne. Tra i detenuti gli stranieri rappresentano il 37,1%. Ancora in forte calo i minorenni entrati nei centri di prima accoglienza, soprattutto quelli stranieri. Complessivamente sono 2.422 (-16,7%) nel 2009. Reati contro il patrimonio (62,6%), violazioni delle leggi sugli stupefacenti (25,5%) e reati contro la persona (6,8%) sono le imputazioni più frequentemente addebitate ai minori transitati per i centri. Nel 2009 sono 1.222 gli ingressi negli istituti penali per minorenni, l’83,5% dei quali per custodia cautelare. Gli uffici di servizio sociale hanno invece preso in carico 18.443 minorenni, il 10% sono femmine. In comunità vivono 2.100 minorenni, il 4% in meno rispetto al 2008. 

L'occupazione in calo, prima volta dal '95 Nel 2009 in Italia l’occupazione è diminuita per la prima volta dopo 14 anni di crescita. Il numero di occupati era pari a 23.025.000, in calo di 380.000 unità rispetto all’anno precedente (-1,6%). Per il secondo anno consecutivo, sono inoltre aumentate le persone in cerca di un posto di lavoro, salite a 1.945.000, 253.000 in più rispetto al 2008 (+15%). Il tasso di disoccupazione è salito al 7,8% dal 6,7%. La flessione dell’1,6% dell’occupazione è "il risultato di una riduzione marcata della componente italiana (-527.000) controbilanciata dall'aumento di quella straniera (+147.000 unità)": la quota di lavoratori stranieri sul totale degli occupati sale così dal 7,5% del 2008 all’8,2% del 2009. Nelle Regioni del Centro e del Nord la quota raggiunge il 10%, mentre nel Mezzogiorno si ferma al 3,5%.

L'Italia ama internet  Sono più di 12 milioni gli internettiani italiani: per lo più sono concentrati nel Nord Ovest e, a sorpresa, nel Sud, che batte Centro e Nord Est. A livello territoriale sono 3,6 milioni di utenti nell’Italia nord-occidentale,(29,7% del totale),3,3 milioni nel Sud (27,6%) e 2,7 milioni nel centro (22,3%).Ultima l’Italia del Nord Est,con 2,4 milioni di utenti (20,4%).

Le mamme italiane sono le più vecchie La fecondità delle donne italiane interrompe il trend crescente osservato dopo il 1995 (anno in cui, con 1,19 figli per donna, si era toccato il punto minimo), attestandosi nel 2009 a 1,41 (1,42 del 2008). Nell’Unione europea a 27 Paesi (dati 2008), Irlanda e Francia sono in cima alla graduatoria con rispettivamente 2,1 e 2 figli per donna mentre l’Italia, pur posizionandosi nella parte bassa, è comunque sopra Germania (1,38) e Portogallo (1,37) e alcuni paesi dell’Est europeo (Polonia, Ungheria e Romania). C’è da aggiungere che in Italia le donne diventano madri più tardi: 31,1 è l’età media al parto nel nostro Paese, il valore più alto dell’Ue, lo stesso di Irlanda e Lussemburgo, contro 26,8 delle donne bulgare e 27,7 delle olandesi.