L'Istat: "Le misure del governo per i bamboccioni non bastano"

Quanto promesso da Padoa-Schioppa non è sufficiente a far uscire i giovani da casa: troppo bassi i redditi. In due terzi dei casi non si superano i mille euro al mese. <strong><a href="/a.pic1?ID=212481">Volano i prezzi del pane e della pasta</a></strong>

Roma - Il 70% dei giovani vive con i genitori e le misure della Finanziaria potrebbero non bastare per favorire l’uscita di casa, perché il reddito dei "bamboccioni "(secondo la definizione del ministro dell’Economia) è troppo basso. Lo ha affermato il presidente dell’Istat, Luigi Biggeri, nel corso di un’audizione sulla manovra davanti alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. "L’uscita dalla casa dei genitori - ha spiegato - potrebbe esser ostacolata dai livelli di reddito che, in oltre i due terzi dei casi, non superano i 1.000 euro mensili, e in quasi un terzo non raggiunge i 500 euro".

L'abitazione incide per un terzo sulla spesa "Nel 2005 - ha spiegato Biggeri - in Italia i giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni sono pari a circa 8 milioni di individui. Tra questi, solo 2,432 milioni (30,3%) sono già usciti dalla casa dei genitori, andando a costituire un complesso di circa 1,9 milioni di famiglie". Si rileva, ha aggiunto il presidente dell’Istat, "che ben il 32,4% delle famiglie con persona di riferimento sotto i 30 anni vive in affitto, contro un valore medio nazionale del 18,4%, e che l’abitazione incide per quasi un terzo sulla spesa mensile di queste famiglie. Infine - ha concluso - si osserva che circa 2,9 milioni di giovani tra i 20 e i 30 anni vivono ancora nella famiglia d’origine, pur avendo un occupazione".

Molto più difficile vivere nelle grandi città L’incidenza delle spese per affitto, spiega l’Istat, è più alta per i giovani che vivono nei centri delle aree metropolitane (30,6%, contro il 20% per le famiglie che vivono nei piccoli comuni) e, più in generale, per le famiglie giovani a basso reddito (per quelle che si collocano nel primo quinto della distribuzione dei redditi l’incidenza è pari al 30,5%). Una quota rilevante di famiglie giovani, infatti, "considera gravoso l’onere sostenuto per l’affitto (59%, contro il 46,4% delle altre famiglie in affitto) e, più spesso, dichiarano di trovarsi in arretrato con il pagamento di questa spesa (20,9%, contro il 12,4%)".

Le misure fiscali previste nella Finanziaria (bonus incapienti, sgravi Ici e detrazione affitti) interessano nel complesso 18 milioni di famiglie e "farebbero aumentare in media di 155 euro il reddito disponibile familiare (+0,5%)". Il guadagno medio delle misure fiscali, considerate nel loro complesso, "varia da 524 euro per quelle più povere a circa 100 euro per quelle più ricche".