Le liste Aler

Affitti elevati, mutui impossibili e tanta voglia di avere una casa. Ecco gli ingredienti che spingono il ceto medio ad accrescere la lista dei milanesi in coda per un tetto. «Tra le ventimila e passa richieste adesso ci sono anche gli impiegati» osserva Loris Zaffra, presidente di Aler: «Sono proprio i colletti bianchi esclusi dal mercato immobiliare che nelle graduatorie - un tempo dominate dagli immigrati - chiedono alloggi a canone moderato e, con loro, anche single con figli a carico e lavoratori precari».
A loro sono dunque destinati i tanti programmi di riqualificazione dei quartieri di Aler, l’azienda lombarda di edilizia residenziale che ieri insieme a tutti i capigruppo di Regione e Comune ha mostrato nei fatti come impegna le risorse a disposizione. Come dimostra la residenza dei Martinitt di via Pitteri, antico rifugio per gli orfani, che Aler sta trasformando in un campus universitario per 443 studenti dove il costo d’affitto di un alloggio non supera i 400 euro. Ma per dare una risposta ai bisogni abitativi ecco anche le ristrutturazioni nei quartieri Mazzini e Stadera. Tutte operazione «promosse» dai politici: «Il problema della fuga delle giovani coppie da Milano si affronta secondo il modello Aler» (Giulio Gallera, Fi), «Dobbiamo offrire più risorse, anche coinvolgendo i privati» (Carlo Fidanza, An).