Il listino di Burlando come la porta del Gran Hotel

(...) esemplificata anche dall’uscita di Egidio Banti (bersaniano) che sarà candidato nell’Udc alla Spezia.
Mozione Marino. Ad alzare la voce sono anche gli esponenti della «mozione Marino» che rivendicano più spazio ed una loro presenza nella squadra che andrà ad affiancare Burlando in caso di vittoria nelle elezioni di fine marzo: «Nessun candidato della mozione Marino finora è nel listino Burlando - ha denunciato Ermanno Pasero, candidato alle regionali e rappresentate ligure della corrente più «laica» del Pd -. La direzione regionale Pd avrebbe potuto optare almeno per il candidato di La Spezia, Federico Barli, invece ha preferito rimandare la scelta al direttivo provinciale». Pasero tuona contro le prime scelte effettuate dalla segreteria regionale di Lorenzo Basso «Due candidati della “mozione Franceschini”, uno della “mozione Bersani”, perché nessuno alla nostra? - ha domandato Pasero, precisando - I nomi del listino sono proposti a Burlando, non decisi, confidiamo che sia lui a sciogliere i nomi. A Genova abbiamo preso il 18% dei voti del partito non possiamo non essere considerati». Dopo la rinuncia di Franco Bonanini per ora i nomi certi indicati dai democratici sono quelli di Giancarlo Manti (di Imperia) e Lorena Rambaudi (di Savona) che si aggiungono a Giacomo Conti (Prc- Pdci), Rosario Monteleone (Udc) e Massimo Donzella (Lista civica). Oltre a più democrazia interna, il responsabile regionale della mozione Marino ha chiesto al Pd di dare più spazio al programma del partito per la Liguria.
«Niente gay, peccato». Intanto, sempre dalla mozione Marino, si alza la voce di Alberto Villa, ex Forza Italia ed ex Udc passato nei democratici lo scorso anno dopo aver dichiarato la sua omosessualità che si è lamentato per la composizione della liste del principale partito della coalizione: «Non c’è nessun gay o lesbica dichiarata - attacca Villa -,che poi in realtà ce ne sia è un altro conto, ma è un peccato per la sensibilità politica del partito e per le battaglie sui diritti condotte». Alberto Villa, già membro del comitato organizzatore del Gay Pride 2009 di Genova ha poi chiarito: «Non c’è stato nessun rifiuto interno al Pd alla candidatura di gay o lesbiche. Mi è stato chiesto di candidarmi, ma so di essere iscritto al Pd solo da pochi mesi. Candidare almeno un omosessuale dichiarato avrebbe reso concrete le battaglie sui diritti gay fatte dal partito in questi anni».
Scontro nell’Idv. Intanto, tornando al tema del listino, è sempre vivo il tiramolla con Italia dei Valori che chiede due posti uno del quale sarebbe stato chiesto direttamente da Antonio Di Pietro per inserire una persona da lui caldeggiata. Sempre dall’Italia dei Valori è in atto uno scontro interno tra il coordinatore regionale Giovanni Paladini ed esponenti del partito nel ponente ligure. Ad attaccare Paladini - reo di essere troppo moderato, in rotta con gli ultrà del giro De Magistris - con una lettera aperta è stato Sergio D’Aloisio esponente del coordinamento regionale ligure e di quello provinciale di Imperia: «C’è stata negli ultimi negli ultimi due anni l’eliminazione progressiva di tutti coloro che avevano contribuito a costruire il partito per far posto ad “amici e sodali”» ha scritto D’Aloisio in una lettera mandata ai vertici nazionali dell’Idv chiedendo il commissariamento della Liguria.
Parenti. Tra i transfughi del centrodestra che sono andati ad ingrassare la lista «Noi per Burlando» c’è anche Francesca Tedeschi che non è, come erroneamente scritto ieri, la nipote di don Gianni Baget Bozzo (ideologo di Forza Italia) ma la cugina di sesto grado.