L'Italia è agli ultimi posti nell'uso di farmaci più appropriati

L'applicazione della Legge 38/2010 è arrivata a una fase cruciale: questo emerge a Firenze da IMPACT proactive.
Di recente è avvenuta l'approvazione, da parte della Conferenza Stato-Regioni, dei criteri di accreditamento per i Centri ospedalieri altamente specializzati (Centri HUB) e per gli ambulatori specialistici sul territorio (Centri Spoke), all'interno dei quali dovranno confluire solo i pazienti con dolore cronico resistente, difficili da trattare e quindi con qualità di vita molto compromessa. Ora è la medicina di famiglia che deve completare il percorso organizzativo e rendere efficace il funzionamento del modello di rete previsto dalla Legge 38/2010.
Il successo dipende quindi dall'atteggiamento con il quale le diverse sigle della medicina generale - dalle Società Scientifiche (SIMG, AIMeF, SNAMID), alle Associazioni sindacali (FIMMG e SUMAI) e organizzative (ANCoM) - sapranno confrontarsi per condividere un percorso diagnostico terapeutico unico (PDT), che ottimizzi quanto previsto dalla normativa, ma soprattutto riesca a garantire al paziente un'adeguata qualità di vita, senza più dolore.
È necessario agire subito. L'Italia è al secondo posto nel mondo per longevità e allungamento medio della vita (nella donna oltre gli 81 anni e, negli uomini, si è arrivati a 79 anni), quindi la qualità dell'assistenza sanitaria è reale e la medicina di famiglia ha un ruolo determinante in tutto questo. Ciononostante, nella terapia del dolore non si utilizzano ancora in misura adeguata i farmaci più efficaci, a base oppiacea (il dato evidenzia non tanto un problema di aggiornamento scientifico della classe medica, ma la presenza di atteggiamenti culturali ancora errati, che devono essere superati sia dal medico di famiglia, sia dal farmacista e, in particolare, dal grande pubblico).
In questo contesto, IMPACT proactive, ma soprattutto il «cruscotto» che rileva le prestazioni sanitarie relative alla terapia del dolore nelle diverse Regioni italiane, istituito dal Ministero della Salute grazie all'Ufficio XI coordinato dal dottor Marco Spizzichino, saranno strumenti fondamentali sia per valutare il cambiamento reale nell'utilizzo di farmaci più appropriati, sia per monitorare le cure erogate e di conseguenza la qualità di vita del paziente.