L'Italia degli evasori fiscali. E due morti su tre si seppelliscono «da soli»

Secondo l'associazione dei contribuenti al nostro paese va il record europeo dei redditi non dichiarati. Il caso delle pompe funebri. Ma nel 2008 la Gdf ha scoperto 6.400 casi di frode totale per oltre 27 miliardi di euro

Dopo quello delle auto blu - che hanno sfondato quota 600.000 tra apparato statale e enti pubblici vari - l'associazione contribuenti italiani denuncia un altro (triste) primato molto italico. Eh già, ad oggi saremmo il paese europeo con la più elevata evasione fiscale: il 48,5 per cento del reddito imponibile, sempre secondo i calcoli di contribuenti.it, non viene dichiarato. Lo studio si basa sui dati divulgati dalle polizie tributarie dei singoli Stati dell'Ue. Un record da economie dell'Est, insomma, stando alla classifica per nazioni. Dietro di noi, infatti, c'è la Romania (con il 41,1 per cento dei redditi sommersi); quindi Bulgaria (38,3%), Estonia (37,2%), Slovacchia (32,4%). I più virtuosi? La solita Svezia (7.7%), Belgio (10,2%) e Inghilterra (12,1%). A dribblare il Fisco sono risultati soprattutto il settore industriale (da cui proviene un evasore su tre), bancari e assicurativi (28%). Contro un diffuso luogo comune, i commercianti si «fermano» al 12 per cento, meno ancora artigiani, liberi professionisti e, ovviamente in coda, i lavoratori dipendenti. Confermata, invece, la tradizione che vede nel Sud l'habitat naturale dei «furbetti»: il 34,5 del totale nazionale di introiti mancati si rintraccia nelle regioni meridionali; ma anche il Nord-Ovest riesce a sottrarre alle casse pubbliche ben il 26,5% dei redditi imponibili. Centro e Nord-Est si comportano meglio: rispettivamente 20,1 e 18,9% per cento. «Emerge da questi dati - fa notare Vittorio Carlomagno, presidente dell'associazione - che solo un cittadino italiano su cinque sa perché paga le tasse, altri quattro su cinque si considerano sudditi di un'amministrazione finanziaria troppo burocratizzata, che non eroga i servizi sociali come dovuto e e anzi spesso viola i diritti degli stessi contribuenti». E poi c'è la nota di colore: in nero, naturalmente. «Dall'analisi degli studi di settore delle aziende funerarie, sembrerebbe proprio che in Italia due morti su tre si seppeliscano “da soli”». Paradossale. Di sicuro, auspicano da contribuenti.it, serve «un cambio di rotta nelle strategie di prelievo fiscale come una rinnovata cultura antievasione, trasversale ai ceti sociali». All'allarme dell'associazione fanno da contraltare i risultati raggiunti sul campo dalle Fiamme Gialle nella lotta all'evasione. Nell'arco del 2008 sono stati scoperti non dichiarati per 27,5 miliardi di euro e 6.414 soggetti completamente sconosciuti al Fisco, ufficializza il rapporto annuale della Guardia di Finanza. Accertati anche evasioni all'Iva per complessivi 4,3 miliardi e violazioni all'Irap per 19,4 miliardi: il 30 per cento in più rispetto al 2007. Va detto però che in quello stesso anno il numero degli evasori totali era di 8.262 persone per una base imponibile di 9,4 miliardi di euro. «Negli ultimi undici/dodici mesi - spiega il generale Giuseppe Vicanolo, comandante del Terzo reparto del Comando generale Gdf - i lavoratori sottoposti a verifica hanno una consistenza economica superiore al passato. Sintomo che evidentemente che i piani di contrasto sviluppati con molta determinazione negli ultimi anni hanno cominciato ad intaccare lo zoccolo duro delle migliaia di evasori sommersi».