L'Italia del rugby riempie il Bentegodi. Ma contro l'Argentina sarà durissima

Si avvia a registrare il tutto esaurito lo stadio veronese dove sabato 13 novembre gli azzurri di Mallet affronteranno i «pumas» per il primo dei tre incontri internazionali di novembre

Viaggia verso il tutto esaurito il «Bentegodi», lo stadio veronese che per la prima volta nella sua storia ospiterà la nazionale italiana di rugby. Il 13 novembre gli azzurri di Nick Mallet affronteranno nella città scaligera l'Argentina, per il primo dei tre test match del consueto ciclo autunnale di impegni della pallaovale nostrana. A seguire, ci saranno gli impegni di Firenze contro l'Australia e di Modena contro le Isole Fiji, rispettivamente il 20 e il 27 novembre.
Dopo l'impensabile record dell'anno scorso a San Siro, quando per Italia-Nuova Zelanda si raccolse il pubblico più numeroso mai visto in Italia per un incontro di rugby, la federazione sta puntando a fare dei test match autunnali un appuntamento di massa. Mentre per le partite del Sei Nazioni la scelta obbligata (per decisione delle altre federazioni nazionali) è stata quella di giocare tutte le partite a Roma, per i test match la Fir ha optato per una politica itinerante, che sta portando la Nazionale a giocare anche in città di tradizione rugbistica non elevatissima. E che stanno però rispondendo tutte con entusiasmo.
La speranza è che alla passione del «popolo del rugby» corrisponda prima o poi un salto di qualità che porti la nazionale italiana a misurarsi alla pari anche con le nazionali di prima fascia. Dei tre test match novembrini, l'unico dove l'Italia parte favorita è quello di Modena con le Figi, che abbiamo già battuto agevolmente più a Monza qualche anno fa. Proibitivo l'incontro con l'Australia e - almeno sulla carta - poche speranze anche contro l'Argentina, la vera rivelazione del rugby mondiale degli ultimi anni, salita fino all'ottavo posto del ranking planetario.
I «pumas» arrivano in Europa per una serie di tre incontri (dopo il debutto con l'Italia si trasferiranno in Francia e Irlanda) con una rosa di trentuno giocatori di cui solo tre giocano in patria. Tutti gli altri sono emigrati all'estero, principalmente nel campionato francese, e si ritrovano solo per giocare in Nazionale. Ciò nonostante, sotto la guida di Santiago Phelan viaggia una squadra armonica e dal potenziale micidiale. Gli argentini sono oggi probabilmente i placcatori più micidiali del pianeta. Tra di loro ci sono autentici fuoriclasse come Felipe Contepomi, che gioca a Tolone come mediano di apertura o tre-quarti centro, ma a fare impressione è il livello di determinazione con cui si battono anche i giocatori di minor fama della selezione biancoceleste. Se la prima sfida per l'Italia, quella di riempire il «Bentegodi» si avvia a essere vinta, per uscire vittoriosi dal faccia a faccia veronese servirà una prestazione più convincente di quelle viste nell'ultimo Sei Nazioni.