L'Italia svolta sull'energia nucleare

Il ministro dello Sviluppo economico Scajola: &quot;Entro il 2013 la prima pietra per il nucleare di nuova generazione&quot;. Edison ed Enel: &quot;Noi siamo pronti agli investimenti&quot;. Critiche da ambientalisti e dal Pd: &quot;Scelta ideologica e controproducente&quot;. Ventuno anni fa il <strong><a href="http://stage.ilgiornale.it/a.pic1?ID=263514">referendum</a></strong>, poi lo stop

Roma - L’Italia tornerà al nucleare in cinque anni. Il governo tira dritto, incurante delle forti polemiche che inevitabilmente si accenderanno, e fissa tempi certi. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, lo dice chiaramente davanti agli industriali: "Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione" ha affermato intervenendo all’assemblea annuale di Confindustria. Il rientro è necessario per abbassare i prezzi dell’energia e assicurare il mix di fonti di cui l’Italia, eccessivamente dipendente da petrolio e gas, ha bisogno. E il governo, assicura Scajola, onererà "con convinzione e determinazione il solenne impegno della scelta del nucleare".

Le imprese E dalle principali imprese, come Enel, arriva subito un "siamo pronti". La richiesta di tornare a investire nell’energia nucleare è arrivata pochi minuti prima che Scajola intervenisse dal neopresidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel suo primo discorso all’assemblea degli industriali. "È tempo di tornare a investire nell’energia nucleare, settore dal quale ci hanno escluso più di vent’anni fa decisioni emotive e poco mediatiche". Le imprese italiane sono pronte per il rientro in 5 anni in una tecnologia cui gli italiani hanno già detto no con un referendum nel 1987? Enel ha risposto subito all’appello: "Siamo pronti" ha detto l’ad Fulvio Conti. «Siamo all’interno di un percorso realizzabile. Bisogna avere un quadro normativo aggiornato e una forte spinta condivisa da parte del territorio. Da un punto di vista tecnico Enel è più che pronta". Anche Edison è pronta a fare la propria parte, ha assicurato il numero uno Umberto Quadrino. "È particolarmente condivisibile - ha detto Quadrino - l’apertura del nuovo governo al nucleare e più in generale alla diversificazione del mix energetico. Edison è pronta a fare la sua parte e lavorare con il governo alla realizzazione del piano".

Le proteste E se già Legambiente promette di fare una battaglia durissima al nuovo governo su questo terreno, critica anche la posizione del ministro dell’Ambiente del governo ombra, Ermete Realacci: il rilancio del nucleare è una scelta "ideologica, anti-economica e assolutamente controproducente per gli interessi del Paese".