L'Italia vuole fermare la partenza dei barconi Maroni e Frattini: "C'è l'accordo con la Tunisia"

Continua l'invasione di immigrati a Lampedusaì: sull'isola più di cinquemila extracomunitari. I ministri degli Interni e degli Esteri, Roberto Maroni e Franco Frattini hanno raggiunto un accordo con le autorità tunisine per feramre gli sbarchi

Impegni sono stati presi dalle autorità tunisine per contrastare le partenze di migranti verso Lampedusa. Lo hanno detto i ministri dell’Interno e degli Esteri, Roberto Maroni e Franco Frattini, dopo colloqui a Tunisi con il primo ministro Caid Essebsi e con i ministri dell’Interno e degli Esteri. L’Italia fornirà in cambio mezzi, addestramento ed una linea di credito per 150 milioni di euro.

Record di sbarchi Cinquecento sbarchi in 24 ore: praticamente un'invasione. È sempre più emergenza immigrati sull’'isola di Lampedusa dove si trovano quasi 5000 extracomunitari. L’ultimo sbarco è stato la notte scorsa con l’arrivo di un’ottantina di tunisini che stavano affondando su una piccola imbarcazione, salvati dalla dalla Guardia costiera e Guardia di finanza. Proseguono intanto le ricerche del barcone con a bordo circa 300 eritrei, tra cui molte donne, da cui era partita una richiesta di soccorso con un telefono satellitare alla sorella di uno dei migranti a bordo che vive ad Agrigento. L’imbarcazione sarebbe salpata da Tripoli.

Maroni e Frattini in Tunisia I ministri degli Interni e degli Esteri, Roberto Maroni e Franco Frattini, sono giunti a Tunisi per una serie di incontri istituzionali con l’obiettivo di frenare gli sbarchi di tunisini verso Lampedusa (circa 15 mila nei primi tre mesi dell’anno). Frattini e Maroni incontreranno il premier tunisino Beji Caid Essebsi ed altri ministri. L’obiettivo è tornare in Italia con un’intesa che preveda il ripristino dei controlli di polizia alle frontiere marittime - ora praticamente azzerati - ed avviare i rimpatri dei migranti già sbarcati. I due ministri sono pronti a mettere sul piatto aiuti economici, uomini e mezzi (motovedette, apparecchiature, radar, etc.), nonchè un’adeguata quota di ingressi legali. Non sarà tuttavia agevole ottenere impegni vincolanti dalle autorità tunisine: il governo in carica è infatti transitorio in attesa delle elezioni previste per il prossimo luglio. 

La solidarietà della Ue L’Unione Europea rinnova la sua "solidarietà" ai Paesi maggiormente coinvolti dai flussi migratori ed "invita" i Paesi membri a fornire "più risorse umane e tecniche". È quanto si legge nelle conclusioni del Consiglio europeo dedicate alla Libia ed al vicinato meridionale diffuse nella notte. "Il Consiglio europeo - affermano i 27 - attende la presentazione da parte della Commissione di un piano per lo sviluppo delle capacità di gestioni dei flussi dei migranti e dei rifugiati prima del Consiglio europeo di giugno". Un accordo dovrebbe essere raggiunto entro quella data sulle regole "per rafforzare le capacità di Frontex (l’agenzia delle frontiere)". Allo stesso tempo, si legge nel testo, la Commissione "renderà disponibili risorse aggiuntive a sostegno dell’operazione Hermes (davanti alle coste tunisine, ndr) ed i Paesi membri sono invitati a fornire ulteriori risorse umane e tecniche". "L’Ue ed i Paesi membri - afferma infine il Consiglio - sono pronti a dimostrare la loro solidarietà ai Paesi membri più direttamente interessati dai movimenti migratori ed a fornire il sostegno necessario mentre la situazione evolve". Quanto deciso ieri a Bruxelles sulla questione immigrazione "ha soddisfatto" l’Italia, hanno fatto sapere fonti diplomatiche.