L'italiana di successo: «Ecco perché l'hi tech crea occupazione e stipendi elevati»

Poco distante dal Trinity College di Dublino, c'è il Dunne & Crescenzi, accogliente caffè dai sapori italo-irlandesi: è qui che Santina Farinella Doherty, poco più di 40 anni, due figli e imprenditrice nell'hi-tech tra le più quotate del momento in Irlanda, ha scelto di incontrarci. «D'estate non manco mai dall'Italia: da quando sono piccola le mie vacanze sono in Sicilia, vicino a Cefalù». Questa sarà per lei un'estate più impegnativa del solito: sta preparando il lancio ufficiale di Unreveal, un progetto che ha suscitato l'interesse e gli investimenti milionari da parte di molti angels. «Detto in estrema sintesi, è un sistema che sfrutta l'intelligenza artificiale per testare in maniera automatica, ma rapida ed efficace, app e siti web», spiega. Italiana per parte di padre e con un Erasmus all'Università di Bologna quando era solo ventenne, Santina Farinella Doherty appartiene a quella generazione di 30-40enni dublinesi (non irlandesi, ché Dublino è un mondo a parte rispetto al resto del Paese) che ha goduto del Tech Renaissance, del Rinascimento tecnologico di questi ultimi anni, con la capitale della Terra di Smeraldo quale culla perfetta per le start-up. «Oggi ci vuole relativamente poco tempo per creare un sito web, anche complesso, a misura del grande pubblico e tantissimo tempo per testarne il corretto funzionamento. Questo lasso di tempo è prezioso: potrebbe arrivare la concorrenza a copiarci un progetto, si perdono clienti o quote di mercato. La nostra idea è quella di rendere il testing dei siti e delle app immediato grazie a un'intelligenza artificiale che lo fa al posto degli operatori informatici. E la fa molto più velocemente e senza errori», dice. Progetto impegnativo, le dico. «Pensa che è nato con il mio socio, Dónal Troddyn, esperto di sicurezza informatica, facevo running al parco: abbiamo unito il mio spirito commerciale alle sue competenze e lavorato duramente. Per anni abbiamo fatto i pendolari tra Dublino e San Francisco». Il ponte tra la città di Joyce e la California è parecchio battuto: «Solo a Cisco (San Francisco, ndr) capisci se hai una buona idea da incubare. Viaggiare non è stato facile: ho due figli di 9 e 11 anni e spesso mi è stato chiesto come facessi a conciliare tutto. Strano, eh? Anche il mio socio è un padre di famiglia, ma a lui queste domande non sono state fatte». Convinta che la tecnologia sia «un posto meraviglioso per le ragazze» perché ci sono ancora ampi margini di occupazione e buoni salari, Santina Farinella Doherty ammette che il suo viaggio nel tech non sarebbe mai iniziato senza un decennio, dal '98 al 2008, passato in Ryanair, a fianco di Michael O'Leary, amministratore delegato della compagnia aerea irlandese. «Ho vissuto quel momento magico in cui siamo passati da servire 6 milioni di passeggeri a dieci volte tanto: una crescita esplosiva e difficile da gestire. L'italiano mi è servito per curare i rapporti con gli aeroporti del vostro Paese. O'Leary è un personaggio particolare, ma dobbiamo ammetterlo: ha rivoluzionato il nostro modo di viaggiare».

Francesca Amé