Lite Bertinotti-Prodi sui decreti Napolitano: "Bisogna garantire la funzionalità delle Camere"

Attacco al premier che ieri aveva accusato il parlamento di "rallentare" il governo: "Non ha dimestichezza con le aule". Il Prof contrattacca poi fa retromarcia. Interviene il Capo dello Stato: "Sveltire i lavori, garantire la conversione dei decreti"

Roma - Alla puntura di spillo di Prodi Bertinotti replica con la clava. Il governo "abbandoni la scorciatoia dei decreti legge e intraprenda l’autostrada dei disegni di legge, sui quali determini una sua programmazione ed individui priorità che reggano il confronto parlamentare". Lo ha detto il presidente della Camera Fausto Bertinotti rispondendo al presidente del Consiglio Romano Prodi, secondo cui il Parlamento ha approvato poche leggi in questa legislatura per una interpretazione "eccessivamente estensiva dei regolamenti parlamentari". "Forse il presidente del Consiglio è stato fuorviato dalla scarsa dimestichezza con le aule parlamentari..." dice Bertinotti.

"Dibattito, sale della democrazia" Interpellato dai cronisti a Montecitorio aggiunge: "Sarebbe bene che Prodi rifletta sul fatto che il dibattito politico nelle aule parlamentari è il sale della democrazia, non si può pensare che sia un ingombro o una perdita di tempo specie quando in uno dei due rami del Parlamento la maggioranza è risicata". Tale dibattito, quindi, "non può essere strangolato da una interpretazione restrittiva dei regolamenti parlamentari che sono un elemento di garanzia, funzione per la quale c’è la presidenza della Camera".

La risposta di Prodi Il premier non ci sta e replica: "Ho più volte ribadito il mio totale rispetto per il parlamento e sono certo che anche da parte del presidente Bertinotti ci sia analoga considerazione nei riguardi dell’esecutivo. Quello che ieri ho sostenuto, e che confermo, rispondendo alle domande sull’iter parlamentare delle leggi è che il sistema elettorale ci ha purtroppo regalato situazioni ben diverse tra Camera e Senato, costringendo non solo i rappresentanti del governo ma anche i parlamentari a vere e proprie acrobazie per tradurre i provvedimenti presi in leggi definitive. Il ricorso allo strumento del decreto legge non è certo prassi introdotta dal nostro governo che, anzi, ha cercato di evitare il più possibile l’uso di questa scorciatoia". Poi Prodi puntualizza ancora: "Credo di avere una lunga dimestichezza con le aule parlamentari, i suoi regolamenti e la prassi costituzionale. Ma il presidente Bertinotti non può negare che si siano venute a creare situazioni che spesso non vengono comprese da chi rappresentiamo: i cittadini".

Prodi fa retromarcia "Non ho fatto nessuna critica né al presidente della Camera nè ai membri del Parlamento, ma alla dialettica tra governo ed opposizione che, secondo me, va al di là di quella che dovrebbe essere". Dopo aver risposto piccato all'uscita di Bertinotti il premier ci ripens: "Ho solo criticato la Cdl non il presidente della Camera".

L'intervento di Napolitano Il presidente della Repubblica ha chiesto oggi ai due schieramenti di intensificare l’attività legislativa e ai presidenti delle due Camere di stabilire norme chiare sulla emendabilità dei dedecreti-legge. Giorgio Napolitano, si legge nella nota del Quirinale, ha oggi chiesto ai Presidenti delle Camere la rapida conclusione dei lavori avviati nelle rispettive giunte per il regolamento ai fini della necessaria armonizzazione e messa a punto delle prassi seguite nei due rami del parlamento per la valutazione di ammissibilità degli emendamenti in sede di conversione in legge dei decreti-legge. "L’adozione di criteri rigorosi diretti ad evitare sostanziali modificazioni del contenuto dei decreti-legge - prosegue la nota - è infatti indispensabile perché sia garantito, in tutte le fasi del procedimento dalla iniziale emanazione alla definitiva conversione in legge - il rispetto dei limiti posti dall’art. 77 della Costituzione alla utilizzazione di una fonte normativa connotata da evidenti caratteristiche di straordinarietà e che incide su delicati profili del rapporto governo-parlamento e maggioranza-opposizione". Il presidente della Repubblica che aveva già sollevato il tema di una intensificazione dei lavori delle Camere negli incontri con i presidenti di Camera e Senato del 24 aprile e in vari incontri avuti con il Presidente del Consiglio dei Ministri "auspica inoltre - conclude la nota del Quirinale - che tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e di opposizione, nell’ambito delle rispettive responsabilità, si impegnino a garantire, attraverso un ampio ma serrato confronto, la piena funzionalità della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, condizione essenziale per il corretto e tempestivo esercizio della funzione legislativa nelle varie forme previste dalla Costituzione e dai regolamenti parlamentari".