Lite tra bulli, a 18 anni ammazza un minorenne

Bepi Castellaneta

da Lecce

Ha ucciso un ragazzo di 16 anni e ne ha ferito un altro di 15, una feroce esecuzione organizzata nei minimi dettagli per cancellare nel sangue le antiche ruggini affiorate dopo una lite e per scrivere l'ultima tragica parola in una catena di atti di bullismo in un paese di dodicimila abitanti: lui, Pasquale Stifani, 18 anni, pregiudicato (poco tempo fa era stato diffidato dal questore di Lecce, Giorgio Manari, che, visti i suoi piccoli precedenti penali, lo aveva invitato a cambiare vita), è stato arrestato dopo alcune ore e ha confessato; ha ammesso di aver sparato, ha raccontato quella serata di follia e morte che si è abbattuta su Taurisano, piccolo centro della provincia di Lecce. «Si, sono stato io», ha dichiarato agli agenti, poche parole pronunciate in un pianto dirotto.
Le indagini avevano subito preso una direzione ben precisa e alla fine è stato fermato l'assassino, il ragazzo che ha pianificato una spedizione di morte contro tre fratelli: il sedicenne, invalido civile perché affetto da crisi epilettiche, è stato raggiunto da un colpo di pistola alla nuca ed è morto quasi subito; il quindicenne è stato ferito al torace e adesso è ricoverato in ospedale in gravi condizioni; il terzo, 19 anni, è rimasto illeso: si è salvato per caso, solo perché la pistola si era scaricata. La molla che ha fatto scattare la decisione di una folle vendetta è scattata dopo l'ennesimo litigio degenerato in rissa: Stifani è stato colpito, e così ha progettato una feroce ritorsione. E non ha esitato a sparare contro il gruppo rivale. Il diciottenne ha preso una pistola calibro 7,65 e si è messo in sella a una bicicletta; ha raggiunto l'abitazione dei fratelli, si è nascosto e ha atteso il loro arrivo. All'improvviso è uscito alla scoperto e ha premuto il grilletto, più volte: ha svuotato l'intero caricatore, ha ucciso il sedicenne e ha ferito il quindicenne; l'arma si è scaricata e a quel punto il fratello più grande si è lanciato contro il killer ed è riuscito a disarmarlo. Stifani è fuggito a piedi. Poco dopo sul posto è intervenuta la polizia. Nel giro di poco tempo gli investigatori lo hanno identificato e hanno avviato una vasta battuta. Nello stesso tempo sono scattati i soccorsi: per il sedicenne non c'era più niente da fare, il ferito è stato trasportato in ospedale: non è in pericolo di vita, ma la prognosi rimane riservata. La fuga di Stifani è durata poco. La mattina dopo è stato fermato: gli agenti lo hanno bloccato mentre passeggiava alla periferia del paese. Il giovane è stato condotto in questura, a Lecce, dove ha confessato. «L'epilogo di questa triste vicenda - spiega il questore di Lecce, Giorgio Manari - da una parte ci conforta perché non si tratta di un fatto collegato alla criminalità organizzata ma di un episodio di bullismo, dall'altra provoca un profondo dispiacere perché è stato causato dalla semplice voglia di un giovane di prevalere sull'altro».