La lite del Codacons finisce in commissariato

La difesa: «Se è vero mi denuncino e facciano decidere il giudice»

Paola Setti

Adesso c’è Anna Massone che chiede di essere trascinata in Tribunale e Diana Barrui che scrive alla polizia. Due donne un nome, Codacons Liguria, una faida di comunicati, lettere e contro lettere, per un giallo: chi delle due è la vera presidente, titolata a parlare e a difendere i consumatori? «Io e sfido chiunque a dimostrare il contrario» rispondono entrambe.
Un passo indietro a un mese fa circa. Anna Massone attaccava: «L’avvocato Diana Barrui si presenta pubblicamente in qualità di presidente o responsabile fregiandosi indebitamente di titoli che non le spettano». E Diana Barrui rispondeva: «Anna Massone è stata commissariata e il commissario Marco Maria Donzelli ha nominato me presidente, con autorizzazione firmata dal coordinatore nazionale del Codacons Romana D’Ambrosio».
Si erano appellate allo Statuto. «Ai sensi dello Statuto Codacons l’unico soggetto che ha facoltà di nominare rappresentanti locali è la sottoscritta» avvertiva Massone citando l’articolo 6. Macché. «Legga gli articoli 9 e 10 - ribatteva D’Ambrosio -, dicono che il Comitato esecutivo ha il potere di commissariare o sospendere referenti o delegati regionali. È il caso di Massone: il Collegio di presidenza e il comitato esecutivo hanno deciso il suo commissariamento per la mancata esecuzione di alcuni deliberati del collegio di presidenza».
Ma il caso resta irrisolto. Anna Massone è tornata all’attacco, sfidando l’avversaria: «Perché il Codacons nazionale non chiede a un giudice di fare chiarezza una volta per tutte? In fin dei conti io ho querelato, diffidato e scritto tante denunce. Perché il Codacons, che non è certo a corto di legali, non si difende in tribunale mostrando ai giudici la lettera d’incarico dell’avvocato Barrui e le delibere? Siamo sicuri che avrebbe gioco facile, se è vero che la Massone è stata “commissariata”. O no???». Per tutta risposta, il Codacons nazionale ha preso carta e penna e ha scritto alla polizia: «Desideriamo comunicarle che a far tempo dal 14.9.05 il Codacons regione Liguria è rappresentato dall’avvocato Diana Barrui» anche se «purtroppo quando si verifica un avvicendamento al vertice qualcuno non lo accetta ben volentieri». Pertanto: «Qualsiasi comunicato non proveniente dal Codacons Liguria in persona dell’avvocato Barrui dovrà essere considerato apocrifo e cestinato». Con tante scuse per il disagio, firmato dagli avvocati Carlo Rienzi il presidente, Marco Donzelli e Giuseppe Ursini il vicepresidente.
Massone però non si dà per vinta. Al Giornale scrive che «nemmeno Rienzi in persona potrebbe essere ritenuto una fonte attendibile, perché è stato proprio lui, in qualità di presidente del Codacons nazionale, a permettere che si ponessero in essere comportamenti lesivi dei miei diritti, in violazione di norme statutarie».