Lite tra stranieri, nordafricano ucciso a coltellate

Il maghrebino è stato colpito da un romeno sul pianerottolo di casa. I carabineri hanno arrestato l’assassino

Un colpo al cuore, uno solo. Sferrato violentemente con un coltello da cucina: una lama lunga 25 centimetri e larga 5. Con una coltellata del genere non c’è da stupirsi che il nordafricano sia stramazzato a terra, morto sul colpo. E intanto il suo assassino romeno prendeva per un braccio la sua donna e, trascinandola, si allontanava. Per poi finire, sette ore più tardi, in manette.
Quello avvenuto qualche minuto prima dell’una di sabato notte in un piccolo trilocale al quinto e ultimo piano di uno stabile sovraffollato di via Marco d’Agrate, al Corvetto, è un assassinio nato per una banalità che forse nemmeno esiste e che quindi definire «motivo passionale» sarebbe eccessivo. Tuttavia è questa la sola ragione che - secondo i carabinieri del nucleo investigativo che hanno risolto il caso in una manciata di ore - avrebbe indotto Vasile Tonea, un 35enne romeno, a uccidere un maghrebino del quale ancora non si conosce l’identità.
«Vasile e Adriana, che tutti chiamavano Gabbi, erano due dei cinque abitanti di quella casa - spiegano i militari -. Un’abitazione conosciuta dagli stranieri come un posto di passaggio dove fermarsi per qualche tempo e nella quale, oltre alla coppia, c’erano anche altre tre ragazze romene di 35, 26 e 25 anni. Il nordafricano era arrivato solo da quattro ore e sembra abbia molestato, in qualche modo, Gabbi, anche se non è ancora chiaro di che entità sia questa cosiddetta molestia. Un fatto che, comunque, ha fatto scatenare l’ira di Vasile e lo ha spinto a uccidere il maghrebino e quindi a scappare».
I carabinieri sono risaliti al nascondiglio dell’omicida e di Gabbi - un appartamento di Cusano Milanino - da una denuncia per violenza privata inoltrata qualche tempo fa dalla donna nei confronti del suo ex padrone di casa, una copia della quale è stata ritrovata tra le cose che lei aveva lasciato, nella fretta della fuga, tra le sue cose nell’appartamento di via Marco d’Agrate. Da lì, attraverso il suo numero di cellulare, si è giunti alla casa di Cusano e all’arresto.