Lite, ucciso un giovane di colore La polizia: il razzismo non c’entra

In manette padre e figlio che gestiscono un bar Il sindaco: «Un atto di vile crudeltà che non appartiene alla città»

Niente razzismo come si è temuto per tutto il pomeriggio ma solo la violenza di due pregiudicati, padre e figlio di 51 e 31 anni, che hanno voluto «punire» tre ragazzi «colpevoli» di aver rubato biscotti dagli scaffali del loro bar. Alla fine per terra, colpito alla testa con una spranga, è rimasto Abdul Samir Guibre, 19 anni nato nel Burkina Faso ma cittadino italiano.
Guibre, che vive con i genitori e quattro fratelli a Cernusco sul Naviglio, aveva passato la serata in compagnia, poi il gruppo si era diviso e lui con due amici si era diretto verso il Leoncavallo. In via Zuretti sono entrati allo «Shining» dove hanno rubacchiato qualche confezione di biscotti. Una bravata «punita» dai titolari dell’esercizio, Fausto Cristofoli, 51 anni e suo figlio Daniele, 31 anni, entrambi di Milano. Prima l’inseguimento su un furgone, poi il contatto, la lite infine lo scontro fisico a colpi di bastoni e spranghe. I due, con precedenti per furto e rapina, il padre in particolare ha passato 10 anni in carcere, sono stati arrestati qualche ora dopo l’aggressione.
«Milano condanna fermamente questi episodi» ha dichiarato il sindaco Letizia Moratti. «Questo genere di comportamenti e atti di vile crudeltà non appartengono alla nostra comunità, per storia e vocazione aperta invece alla tolleranza, alla accoglienza e alla convivenza civile. Davanti al dolore della famiglia e degli amici della giovane vittima - conclude il sindaco - rinnoviamo il nostro impegno a non abbassare la guardia per isolare sempre e comunque ogni forma di violenza».