Liti in carcere dietro il delitto Crisafulli

Non ha neppure cercato di fuggire, del resto non ne aveva le possibilità economiche, pur sapendosi braccato dalla polizia. Così per un paio di giorni ha girovagato per Quarto Oggiaro fino a quando gli agenti non hanno intercettato Donato Faiella, 62 anni, a due passi da casa. «Sì, ho ucciso io Francesco Crisafulli, era un infame» ha dichiarato al capo della mobile Francesco Messina. L’uomo, con alle spalle 25 anni di carcere, odiava i Crisafulli: Francesco, 57 anni, e i fratelli Biagio «Dentino» e Alex. Lo avrebbe più volte venduto agli agenti penitenziari durante la comune permanenza a San Vittore. Una volta usciti, Faiella nel 2003, Crisafulli nel 2005, gli attriti sono proseguiti perché la vittima non rispettava l’assassino. Così l’altra sera è andato a cercarlo al bar e gli ha sparato cinque colpi, l’ultimo in faccia. Feriti anche un tabaccaio, perché amico della vittima, e due innocenti avventori.