Liti fra padroni? C’è il «giudice di pace» per gli animali

Eleonora Barbieri

A volte è una microguerra: tu non sopporti il cane del vicino perché abbaia troppo, lui non tollera il tuo gatto perché graffia il muro, la signora del piano di sotto pretende che il barboncino giri sempre con la museruola. La lite, nel condominio, parte fra umani, ma si sposta facilmente dal piano dei padroni a quello dell’animale domestico di turno: a volte causa scatenante, a volte occasione per approfondire silenzi e rancori (sfogo ufficiale, l’assemblea trimestrale).
Ogni giorno, le richieste degli inquilini alle associazioni per la tutela degli animali sono decine, per un intervento o per un consiglio: può essere il condomino infastidito, oppure lo stesso proprietario, che denuncia maltrattamenti a danno del quattro zampe di casa. È per questo che Aidaa, l’Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente, ha deciso di dar vita a uno «sportello nazionale» per redimere le dispute di condominio in cui siano coinvolti animali e proprietari. Il servizio - che è gratuito - è nato lo scorso giugno e, inizialmente, era riservato ai soci Aidaa e di altre associazioni animaliste ma, da un mese, è aperto a tutti.
Chiunque può rivolgersi allo sportello, basta scrivere all’indirizzo email sportelloanimali@libero.it. «Le questioni legali e amministrative sono affrontate dai nostri avvocati - spiega Lorenzo Croce, presidente di Aidaa -. Sono sessanta, tutti volontari». Non si passa subito alle vie legali ma, quando ciò avviene, l’associazione chiede il patrocinio gratuito allo Stato, per coprire le spese. Il primo tentativo, comunque, è con gli amministratori di condominio: «Nella maggior parte dei casi è sufficiente una lettera, per risolvere la contesa in via bonaria - racconta Croce -. Altrimenti, i nostri avvocati tentano una conciliazione, magari chiedendo una modifica al regolamento di condominio. Solo in casi estremi si finisce in tribunale: e, spesso, la colpa è di qualche proprietario un po’ troppo testardo». Da giugno, lo sportello ha ricevuto oltre mille richieste (il picco a luglio, con 300 casi): la metà riguarda cani e un quarto gatti. Ma nel mirino delle dispute condominiali sono finiti anche cavalli, furetti, pesci, conigli e persino un leone. In questo caso, un bolognese ha segnalato che il vicino teneva il felino nel salotto di casa: il proprietario ha dovuto accettare il trasloco del quattro zampe. Un signore pugliese, invece, ha chiesto aiuto, convinto di avere il diritto di tenere il cavallo nel garage del palazzo: ma, alla fine, ha acconsentito a trasferirlo in una stalla. C’è l’anonimo distruttore di nidi di rondine, ci sono i vicini invidiosi della prostituta (che denunciano maltrattamenti «sessuali» sul cane, rivelatisi poi inesistenti), c’è la maga minacciata perché ha tre cani, e tutti gli altri condomini ne possiedono soltanto uno. E il proprietario di un gallo, a Cremona, che non riusciva a convincere il coinquilino che non poteva impedire al gallo di cantare in cortile. Anche se è l’alba. Spesso basta ricondurre gli umani alla ragione e i problemi scompaiono.