Litiga col motociclista e lo uccide: «Ero al semaforo, mi ha sputato...»

FOLLIA IN STRADA Il diverbio per una precedenza. L’uomo travolge il ragazzo in scooter con cui aveva litigato e gli passa sopra. Nella fuga ferisce anche una donna in bicicletta

«Sa qual è la prima cosa che mi ha detto l’automobilista scendendo dalla sua vettura? Dopo che aveva appena ammazzato intenzionalmente un uomo e rischiato di mandare all’altro mondo anche una donna? Era preoccupato per i suoi occhiali sporchi! “Ho ancora gli occhiali sporchi di sputo... - continuava a ripetere -.Quello lì sullo scooter mi ha sputato in faccia, capisce?“. Mi creda, non sono riuscito a dirgli nulla, era tutto talmente irreale...». I testimoni di una tragedia spesso non riescono a capacitarsi della follia. La stessa che ha spinto ieri pomeriggio, all’angolo tra via Andrea Doria e via Montepulciano (zona Loreto) un automobilista di 61 anni, Vittorio P., a investire intenzionalmente - e secondo le testimonianze per ben due volte - un 35enne che guidava uno scooter, Alessandro M., con il quale aveva appena litigato per motivi di viabilità. Ma non solo: nel vano tentativo di fuggire l’automobilista ha travolto anche un pedone, una donna che stava attraversando sulle strisce pedonali. Il pm Antonio Sangermano e la polizia locale, che ieri sera nel comando di via Pietro Custodi hanno interrogato l’automobilista, la rumena e tutti i testimoni, indagano per omicidio volontario.
Ma vediamo com’è andata secondo la prima ricostruzione dei vigili e dei testimoni sul posto. Mancano un paio di minuti alle 15.30 di ieri quando un’Audi A4 color grigio metallizzato viene affiancata da uno scooter azzurro Kymco People 200. Entrambi i guidatori procedono da piazza Caiazzo verso piazzale Loreto e iniziano a litigare per una ragione di precedenza. Si fermano allo stop, all’incrocio con via Pier Luigi da Palestrina. E sono in molti a sentire Alessandro M. che grida contro l’uomo al volante: «Devi imparare a...». Poi, prima di ripartire con lo scooter, gli sputa in faccia. Il centauro ingrana la marcia, attraversa l’incrocio e s’infila, rallentando, a sinistra, contromano, in una strada a senso unico, via Montepulciano. Non si accorge che l’automobilista, inferocito, è alle sue spalle. Vittorio P. ormai è fuori di sé: tampona Alessandro M., lo fa cadere a terra, lo investe. E non ha pietà nemmeno quando il ragazzo, già gravemente ferito, si aggrappa alla targa anteriore della sua auto fino a strappargliela: l’automobilista fa retromarcia per uscire dalla stradina e trascina il corpo del ragazzo per alcuni metri. Intanto, impegnato in quella manovra veloce, non nota una donna - Gabriela P., rumena di 34 anni - che sta attraversando sulle strisce pedonali proprio dietro di lui e investe, stavolta accidentalmente, anche lei. È a questo punto che Vittorio P. si ferma e scende dall’auto (qualche testimone sosterrà più tardi che sia passato nuovamente sul corpo del 35enne) tra lo sbigottimento dei passanti che chiamano il 118. Alessandro M. giungerà cadavere alla clinica Città Studi; Gabriela P., ricoverata in codice giallo al Niguarda, sarà dimessa. E, come l’investitore (portato inizialmente al Fatebenefratelli e pure lui dimesso) sarà condotta alla caserma di via Custodi per ricostruire l’accaduto davanti al magistrato.