Litiga e gli stacca il naso con un morso

La vittima, ricoverata al Policlinico, è stata operata d’urgenza

Ha azzannato al volto l’avversario staccandogli un pezzo di naso, trofeo che poi ha trattenuto in bocca, portato a casa e infilato in un pacchetto di sigarette dove poi l’hanno trovato i poliziotti andati a cercarlo. Gli agenti hanno poi portato il «morsicatore» in carcere e il pezzo di naso in ospedale per consentire ai medici di tentare di riattaccarlo alla vittima.
La rissa scoppia l’altra sera poco dopo mezzanotte in via Venini 22 dove un egiziano regolare di 30 anni gestisce un negozio di alimentari. Tra i suoi clienti anche un marocchino di 35 anni irregolare ma soprattutto «moroso»: gli deve infatti un bel po’ di soldi, ma il saldo del debito tarda ad arrivare. Con ogni probabilità l’egiziano deve averne parlato con la convivente del debitore, infatti lo scontro fisico ha un prologo proprio davanti alla bottega con il «morsicatore» che discute animatamente con la sua donna. Finita la discussione il marocchino irrompe nel negozio intimando al creditore di non andare in giro a raccontare i loro affari. La discussione degenera presto in lite, quindi in rissa che si conclude con il morso fatale e la fuga del marocchino con il trofeo in bocca
Qualche istante dopo all’angolo tra corso Buenos Aires e via Pergolesi, una volante incrocia l’egiziano con il volto coperto di sangue che sta cercando di «inseguire» il suo naso. Gli agenti fanno intervenire un'ambulanza quindi si mettono a caccia del marocchino che, scoprono, vive in un alberghetto di via Superga. Dove infatti puntualmente lo trovano.
Il maghrebino però aveva probabilmente intuito di averla fatta grossa, infatti una volta rientrato si cambia gli abiti sporchi di sangue, poi trovati sotto il letto, e cerca di nascondersi nel seminterrato. Scovato dagli agenti, confessa il suo «misfatto» e consegna loro un pacchetto di sigarette, dove aveva riposto il pezzo di naso. Il morsicatore infatti se l’era tenuto in bocca da via Venini a via Superga e una volta rientrato, ha pensato bene di non gettarlo, ma di conservarlo, nel caso appunto dovesse servire.
Gli equipaggi delle volanti, a questo punto si dividono e il primo ammanetta il marocchino per portarlo al carcere di San Vittore con l’accusa di lesioni personali gravi. Un’altra macchina schizza invece verso il Policlinico dove è stato poco prima ricoverato l’egiziano, nella speranza che i medici possano riattaccargli il naso. Medici che comunque hanno stilato l'insolita diagnosi di «avulsione della punta del naso per morso umano», prognosi 30 giorni.