Litiga con la vicina e la uccide Poi si toglie la vita

Liti di condominio e, ieri, dopo l'ennesimo violento diverbio, un brasiliano ha sparato all’inquilina del piano di sopra, una 74enne e a sua figlia di 45 anni, uccidendo la madre e riducendo in prognosi riservata la donna più giovane che era arrivata lì per sostenere la mamma nella sua protesta contro l'ulteriore dispetto messo a segno dal giovane condomino. L’uomo si è poi barricato nel suo appartamento. E mentre l’anziana moriva all’Humanitas di Rozzano (dov’era arrivata in arresto cardiocircolatorio) il sudameriicano si è sparato alla testa suicidandosi.
La realtà è che le liti erano sempre più frequenti da un anno a questa parte in via Giuseppe Di Vittorio 51, palazzo «Valeria 1», tra Westey Pessoa de Sousa, 30enne disoccupato residente con i genitori italiani (è stato adottato) al primo piano e Matilde Tansini, 74 anni che abitava al primo piano con il marito Pier Luigi Caserini, un 80enne da qualche anno insignito del titolo di cavaliere e fondatore della sezione Avis locale.
Ieri il tragico e inimmaginabile epilogo. Sono da poco passate le 14 e l'anziana signora sta stirando. Ma come spesso accade, improvvisamente, va via la corrente. Una lunga storia che i pensionati conoscono molto bene: il brasiliano ha di nuovo staccato il loro contatore e in casa si spegne tutto. La madre chiama la figlia, Sabrina Caserini, 44 anni sposata e con un figlio di 10 anni, che abita nella vicina via Parri e lavora per la stilista Krizia. Sabrina accorre senza problemi: è solita passare quasi sempre, in pausa pranzo, dagli anziani genitori. Da qualche tempo, infatti, l’anziano papà ha problemi di deambulazione. Quando la figlia varca la soglia di casa. La madre le racconta dell'ennesima «cattiveria», come la definisce lei. È così che le due donne decidono di andare insieme al piano di sotto per lamentarsi sonoramente, una volta per tutte. Purtroppo non avranno nemmeno il tempo di entrare in casa del brasiliano: il giovane, solo in casa perché i genitori sono al lavoro, apre la porta, ascolta per una frazione di secondo, poi afferra una Beretta 82 calibro 7.65 illegamente detenuta e con matricola abrasa e fa fuoco contro le poverette. Tre pallottole ciascuna - alla testa, al torace e alle braccia - e le donne stramazzano sul pianerottolo.
La chiamata al 118 arriva da un altro condomino che spiega la tragedia e, mentre le ambulanze se ne vanno, il brasiliano si barrica in casa. Arrivano anche i carabinieri che, dopo 10 minuti si preparano a fare irruzione nell’abitazione del 30enne. È a questo punto che lui si punta la pistola alla testa e fa fuoco uccidendosi.
Il 118 tenta di portare la madre all'Humanitas di Rozzano ma interviene un arresto cardiocircolatorio. La tappa è al Policlinico di San Donato: rianimazione e poi di nuovo all'Humanitas dove verrà operata alla testa come la figlia, però tuttora ricoverata al San Raffaele. Mentre lei, la sua mamma, ha perso la battaglia contro la morte.