Litigano sul prezzo con la lucciola e poi bruciano la «casa chiusa»

Discute sul prezzo della prestazione, poi appicca il fuoco alla casa d’appuntamenti. Poteva essere una strage, l’altra notte, in un popoloso condominio in via Lombardia 62, ad Anzio Colonia, per la vendetta di due pregiudicati del luogo, P.P. e P.F., 34 e 49 anni, che avevano appena avuto un diverbio con una prostituta spagnola. La donna, assieme a una sua conoscente, è stata salvata per un soffio dagli uomini del «112» e del «115», questi ultimi arrivati sul posto con una «partenza» e l’autoscala. Evacuato per precauzione l’intero stabile mentre i carabinieri della compagnia di via Guglielmo Marconi iniziano la caccia ai presunti colpevoli, i due clienti descritti nei minimi dettagli dalla proprietaria di casa. Un fatto accaduto attorno alle 22 di domenica quando alla sala operativa del 112 arriva la prima, disperata, richiesta d'aiuto di un gruppo di passanti: «Mandate subito i pompieri, qui ci sono fiamme alte due metri». Decine di persone, a dir poco terrorizzate, difatti, avvistano una densa colonna di fumo provenire dal tendaggio esterno di una finestra dell’appartamento al piano terra, da alcuni giorni utilizzato come «casa chiusa» dalla ragazza straniera. Fiamme che in pochi secondi si propagano al soggiorno, poi al resto della struttura a cinque piani. Una situazione di massima emergenza, che i vigili del fuoco affrontano assieme ai carabinieri. Sfruttando una vetrata laterale, non ancora raggiunta dalle fiamme, tre militari del nucleo radiomobile entrano in casa e liberano le due donne intrappolate dal rogo. Anche il resto della palazzina viene evacuato in poco tempo. L’incendio viene domato nel giro di poco meno di un’ora e l’edificio messo in sicurezza. Restano solamente da acciuffare i responsabili. Le donne scampate all’attentato incendiario collaborano con i militari e nel giro di alcune perquisizioni, poco prima della mezzanotte, i due piromani vengono arrestati. Le accuse? Incendio doloso in concorso. Quanto basta per finire rinchiusi all’interno del carcere di Velletri.