Litigate bestiali per Fido? Tranquilli, ora c’è il tribunale degli animali

C’è la tartaruga marina che scorrazza in casa, di notte, e ha scatenato l’ira dei condomini del piano di sotto. C’è il cane che morde il cane del vicino e i due padroni che rischiano di mordersi di conseguenza. C’è il marito che dopo una lite in famiglia mette il gatto fuori dalla porta, lo fa ammalare e manda su tutte le furie la moglie. Ci sono queste ed altre storie dietro alla nascita dei primi tribunali per gli animali. Storie di ordinaria problematica convivenza. Storie in cui gli amici domestici non sono solo al centro di attenzioni ed effusioni ma anche di liti e contenziosi. D’ora in poi ci penserà un tribunale ad hoc, il tribunale degli animali, a trovare una soluzione, a tutelare cani, gatti, canarini e tartarughe ma soprattutto a rendere più vivibile l’ambiente di chi gravita attorno a loro (compreso membri della stessa famiglia non sempre d’accordo sulla gestione del «pet»).
La trovata è di Aidaa (Associazione italiana difesa animali ed ambiente): cento avvocati in tutta Italia hanno già aderito e cominciato a creare le prime camera di conciliazione gestite in concomitanza con giudici onorari e di pace. Tutti volontari. Pronti a placare gli animi di chi - causa animali - si è trovato in mezzo a una battaglia. A Milano, Roma, Padova e Parma i tribunali sono già in funzione. Ma la macchina sta per partire (succederà a fine mese) in molte altre città italiane: Genova, Brescia, Padova, Firenze, Terni, Foggia e Ancona. Nessuna spesa per chi si rivolge alle strutture. Ma un obiettivo: sgravare i tribunali e i giudici di pace delle controversie che vedono coinvolti gli animali snellendo i tempi di discussione e soluzione del problema. E trovare soluzioni perché si arrivi a un clima disteso tra chi possiede gli animali e chi gravita nel loro ambiente. Esclusi ovviamente tutti quei casi che sono materia penale.
«Se queste cause finissero nei tribunali ordinari non verrebbero mai discusse o finirebbero alle calende greche - spiega Lorenzo Croce -. Così abbiamo pensato a questa soluzione. Abbiamo cominciato creando alcuni sportelli. Ora siamo arrivati ai tribunali. E molti volontari sono pronti a darci una mano. Ho ricevuto una lettera commovente da un giudice di pace in pensione che si è offerto di darci una mano».
I ricorsi potranno anche essere presentati anche via e-mail (tribunaleanimali@libero.it). La causa sarà presa in carico da uno dei legali del tribunale e sarà istruita prima tentando la possibilità di una transazione stragiudiziale, arrivando se possibile a un accordo, oppure rivolgendosi alla camera di conciliazione arbitrale, alla presenza di un avvocato degli animali.
Aidaa si fa forte dei suoi oltre cinquemila iscritti. Ma anche delle infinite piccole e grandi questioni che possono sorgere quando di mezzo ci sono quattrozampe, e non solo quelli. «Vogliamo il benessere degli animali ma vogliamo anche che l’ambiente attorno non li consideri un disagio», aggiunge Croce. «A Milano stiamo trattando un caso di morsicature tra cani. Uno dei due animali è finito nella proprietà dell’altro ed è esplosa una questione legale che spieghiamo di risolvere presto». Poi c’è il condominio che si ribella perché qualcuno sfama i gatti della zona provocando allergie e disagi a chi vive nella zona.
«Vogliamo che cresca la sensibilità dei padroni, che non devono considerare i loro animali solo dei peluche e devono rispettare le regole di civile convivenza, tenerli al guinzaglio per esempio, e raccogliere i “bisogni“ per strada. Ma vogliamo anche che vengano accettati perché fanno parte del nostro mondo e rendono la vita migliore a molti di noi».