Litorale, elicottero e motovedette contro l’«esercito» dei vu’ cumprà

Mancava solo la «Cavalcata delle Valchirie» diffusa dai megafoni del colonnello Kilgore per ricordare l’attacco in Apocalypse Now. Per il resto c’era l'elicottero da guerra, una motovedetta di quella utilizzate per bloccare lo sbarco dei clandestini a Lampedusa e decine di uomini a terra armati fino ai denti. Tanto che molti bagnanti, spaventati, hanno abbandonato le spiagge credendo di essere nel bel mezzo di un’operazione antidroga oppure di assistere alla cattura di un latitante di Cosa Nostra.
Quella che è andata in scena ieri mattina a Ostia, invece, è stata un’azione congiunta di vigili urbani e Guardia di Finanza per contrastare e reprimere l’interminabile processione dei venditori di merce non autorizzata, per lo più contraffatta. Dagli occhiali griffati made in China ai pareo o vestitini da sfoggiare la sera su abbronzature da capogiro. Collanine, bracciali, souvenir africani per ogni gusto, incensi indiani, cappellini, costumi, calzoncini, scarpe da jogging (queste, giurano i venditori, sono vere), accendini multicolor e cineserie varie. Insomma, un bel bottino. Ma di arrendersi non ne ha voluto proprio sapere l’esercito di vu’cumprà che d’estate sbarca il lunario lungo le coste romane. La presenza tutt’altro che discreta del velivolo piazzato a pochi metri dalla riva (per oltre un’ora) e la vista, all’orizzonte, della nave veloce delle Fiamme Gialle ha consigliato a tutti una fuga senza precedenti fra sdraio, lettini e ombrelloni.
Domenica infernale sul Lido di Roma, dunque, e non solo per il gran caldo che non ha dato tregua ai romani in cerca di refrigerio. E che non si aspettavano di vederne delle belle tra pakistani, cingalesi, senegalesi, indiani e marocchini disposti a tutto pur di non mollare le borse zeppe di mercanzia ai pizzardoni di turno. È andata meglio in mattinata quando gli agenti della polizia municipale del XIII Gruppo si piazzano alle uscite delle stazioni della metropolitana proveniente da Roma: Lido Centro, Stella Polare, Castelfusano, Cristoforo Colombo. Qui la rete riesce a pescare in poco più di due ore ben 35 extracomunitari pieni di merce illegale destinata ai vacanzieri. Quintali di materiale sequestrato e subito finito al comando «Stefano Calcioli» di via Capo delle Armi, da distruggere quando arriverà il via libera del magistrato.
Accessori e indumenti d’ogni genere che si vanno a sommare a quelli sequestrati nelle ultime settimane sul litorale in altrettante operazioni messe in atto secondo la nuova «ordinanza antiborsoni». Per alcuni gocce nel mare dell’illegalità che regna ovunque nella cittadina balneare. Operazioni programmate che non riescono certo a scoraggiare il commercio illegale. Migliaia gli espedienti per far arrivare la roba senza incappare nei «check point» alle stazioni del trenino. Non solo. Nella casbah lidense del sabato e della domenica sono sempre i parcheggiatori abusivi a farla da padroni, pretendendo cifre da usura ai malcapitati automobilisti, pena il danneggiamento di una fiancata o la distruzione del parabrezza. Decine di segnalazioni al 112 e al 113 e altrettante denunce, non portano a nulla. Piazza Quarto dei Mille, lungomare Paolo Toscanelli, Amerigo Vespucci, Caio Duilio, la Rotonda sono solo alcuni dei posti preferiti da quella che e considerata una mafia. Un’organizzazione criminale con regole e codici d’onore. «Chi non ne fa parte non può certo improvvisarsi guardamacchine» spiegano loro stessi. Per non parlare del racket della prostituzione, in piena attività anche ieri mattina, nonostante lo scenario di guerra.