Il Litta rende omaggio a Ibsen e porta Shakespeare in un club

Miriam D’Ambrosio

«Questi sono anni in cui i fondi per lo spettacolo sono in fase di contenimento e di tagli consistenti. Nonostante tutto, il Teatro Litta presenta una stagione densissima, sia per la qualità che per i progetti - dichiara Gaetano Callegaro, direttore artistico del Litta insieme ad Antonio Syxty - la nostra è una squadra in crescita che lascia ampio spazio ai giovani talenti. E poi il 2006 è per noi un anno importante in cui festeggiamo i trent'anni come cooperativa e i venti di attività teatrale». Densa lo è questa stagione che apre il 12 ottobre con la Compagnia Astorri - Tintinelli che propone il proprio Mac e Beth, uno studio tratto dal Macbeth shakespeariano, in cui Beth e Mac sono gestori di un club. Un esperimento coraggioso e originale a cui si presta sempre la materia incandescente di Shakespeare che è presente con il suo Amleto (27 ottobre-13 novembre), regia di Antonio Syxty che ha già raccolto consensi la scorsa stagione. «Ma il cast è cambiato - precisa il regista - è un’edizione nuova», un lavoro che rinasce sul testo più rappresentato del globo.
La fase shakespeariana è interrotta da uno spettacolo della regista Valeria Talenti (colei che sperimentò per prima il cammino del work in progress continuato poi da Carmelo Rifici). Talenti porta in scena La tattica del gatto di Gianni Clementi, storia che vede protagonisti due ex calciatori professionisti, Ettore e Valentino, rispettivamente l'Anguilla e il Gatto, centravanti e portiere. Con la sua Tattica Clementi ha vinto due anni fa il Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia Europea.
Torna il Bardo a dicembre con Antonio e Cleopatra (fino al 31) visti dall'occhio di Massimiliano Cividati, un debutto nazionale che è l'incontro di due culture, lo scontro tra passione e ragione. Ma forse, Cleopatra e Antonio contrapposti, divisi e fusi, sono la stessa anima.
Antonio Syxty porta in scena l'amato Ibsen con Villa Rosmer (Rosmersholm) dall'11 gennaio al 5 febbraio, debutto nazionale, e Casa di bambola (dal 23 marzo al 9 aprile). Un «affondo» in Ibsen per celebrarne degnamente il centenario nel 2006.
«Oltre ai giovani, questa è una stagione in cui abbiamo voluto dare risalto alla danza - sottolinea Callegaro - tanto che due settimane sono occupate dalle coreografie di Giorgio Rossi», che dall'8 al 19 febbraio porta la sua Favola esplosa e in tre serate aggiunge anche Alma, danzando su musica e parole. Omaggio alla fiaba, all'infanzia, ai testi di Pavese, Neruda, Merini.
Tra i talenti puri di questa stagione emerge il messinese Spiro Scimone, in scena con Il cortile (7-19 marzo), premio Ubu 2004 come nuovo testo italiano. Un rifugio per le vite di Tano, Uno e Peppe, tra l'immondizia e i sogni da salvare. Maggio è occupato dal terzo lavoro di Carmelo Rifici che conclude il suo work in progress con La signorina Julie di Strindberg, Premio della Critica 2005.
Novità assoluta e finale (23 maggio-16 giugno) è Salviamo i bambini, testo a cui Renato Gabrielli sta lavorando, inserito in un progetto chiamato Extracandoni, che vede impegnati 7 teatri di sette regioni associati per favorire la drammaturgia nascente.
Insomma novità e fermento grazie anche al sostegno di Banca Intesa.
Dopo MilanOltre (20-25 settembre), festival sull'incontro delle varie culture, ottobre si apre con Connections - nuovi testi per un festival di nuovi interpreti. A novembre CreaMi coinvolge i giovani creativi di Milano. In primavera, l’ottava edizione di Danae è dedicata alla scena al femminile. A chiudere, un progettino ancora in fieri, protagonista Luca Sofri che con I giorni del Condor proporrà argomenti di ogni tipo, come fa nel suo programma quotidiano su Radiodue.