La Lituania ferma l’Italia mundial

Franco Ordine

nostro inviato a Napoli

Non bisogna essere una provetta cartomante per leggere la mano di Roberto Donadoni e della sua Italia sgabbiata ieri sera nel girone di qualificazione europeo. Dopo il trionfo e le luci della ribalta, ecco i tormenti. Il debutto vero e autentico della Nazionale campione del mondo coincide con il primo pareggio che non è certo un risultato esaltante. Non è certo meritato. Inzaghi e Cassano, i due più vivi della compagnia, aggiunti a Cannavaro e Buffon, da segnalare nell’occasione, provano e riprovano a scardinare la difesa baltica che non è granché ma sfodera un gran bel portiere. È lui che toglie dallo specchio almeno tre palle-gol brillantemente confezionate dal duo d’attacco, novità positiva da incartare e portare a casa. La Nazionale parte male e arriva col fiatone sotto lo striscione del novantesimo, segno inconfondibile di una preparazione incompleta e di una salute precaria. Col successo, facile facile, della Francia in Georgia, la corsa degli azzurri comincia all’insegna dell’inseguimento.
Non basta una serata magica e uno stadio che frigge entusiasmo come certi calamari di Mimì alla ferrovia per nascondere le lacune dell’Italia di Donadoni. Sono tutte concentrate sotto l’aspetto fisico, ha poca gamba la Nazionale e la Lituania ne è subito consapevole apparecchiando un bel pressing e disponendosi in modo da accentuare il deficit. Lo schieramento scelto, un 4-3-3 mascherato, con Perrotta sulla destra al posto di Marchionni, impone qualche sacrificio a Gattuso e De Rossi e mostra ben presto il discutibile contributo di Oddo e Grosso, dapprima imbullonati alle corsie esterne e poi via via più sciolti. Il livornese Danilevicius è uno che bussa un paio di volte alla porta di Buffon e lo fa senza alcun rispetto per il portierone di casa: al secondo tentativo, grazie a una voragine che si apre davanti a Cannavaro, riesce a chiudere il triangolo col classico «piattone» e a cogliere il punto del vantaggio inatteso e clamoroso, a metà frazione. L’Italia passa il momento più complicato della sua serata, ci vogliono 5 minuti buoni per riprendersi dallo choc. Il sostegno dei napoletani e il talento di Cassano provvedono a un massaggio cardiaco che consente agli azzurri di rimediare al risultato. Perrotta funziona meglio da cuneo centrale e appena rivede Cassano lo serve al meglio: il barese s’accorge di Inzaghi libero davanti alla porta e gli porge l’omaggio dell’1 a 1. È la sua scossa benefica. A quel punto il madridista decide di fare da solo e per poco, a pochi rintocchi dall’intervallo, non gli riesce il capolavoro. Beve in pochi metri 3 birilli lituani e di piatto mira l’angolino: il portiere ospite è un gatto, devia in angolo.
L’ultimo spicchio del primo tempo e il primo del secondo compongono la migliore esibizione dell’Italia: la Lituania prende fiato e recupera energie preziose mentre gli azzurri mettono alla prova la bravura del portiere Karcemarkas. È lui che sbarra la strada al raddoppio meritato dei campioni. Prima si oppone a Inzaghi (lanciato da Oddo), quindi a una sventola di Cassano. Gli interventi dalla panchina del neo ct, oltre che cementare il centrocampo a corto di vitamine, servono per migliorare la potenza di fuoco. Marchionni, inserito a destra, incide poco, un paio di dribbling in tutto, Gilardino nel frattempo arrivato nel mischione si guadagna una deviazione in quota che viene fermata proprio sulla linea da uno degli aitanti lituani. A quel punto, nel finale, restano solo i lanci dalle retrovie o qualche isolata punizione affidata al piedino di Pirlo senza alcun effetto speciale. Il pareggio resta inchiodato sul prato di Napoli. Partenza falsa. Cominciano i dolor di pancia. Arrivederci a Parigi, mercoledì prossimo, dove ci sono molti conti da regolare e un risultato da conseguire.
Franco Ordine