La Lituania rimette l’Italia nei guai

Gli azzurri mandano i baltici fuori giri, ma poi si arrendono. Adesso per restare in corsa bisogna battere tedeschi e turchi

da Madrid

Non calpestati, non derisi, ma comunque battuti da una Lituania che deve proprio soffrire la difesa italiana, che di sicuro è una squadra come i danesi del calcio: piena di talento, ma se sta troppo fuori casa sembra sfinita dai brindisi con i tifosi più caldi e bevuti di questo mondo, considerando che neppure all'inno italiano hanno taciuto. Soltanto nel silenzio per ricordare Pavarotti abbiamo capito che l'Italia faceva ancora paura, ha continuato a farla anche quando dopo 6 minuti di partita era sotto di 11. In ritardo, però con la testa alta di chi sapeva in quale bettola servire il peggior rum difensivo per un campionato europeo in mano ai mercanti della Fiba.
Piccoli passi senza avere tutto il coro a voce piena, un bel tiro, un bel recupero, ma sembrava sempre che i lituani fossero anguille, rimediavano con la forza fisica ad una giornata in cui i tiratori baltici facevano il 25% da 3 e gente come Kaukenas e Siskaukas non faceva male, in una partita dove Jasikevicius andava in giro zoppo forse per non far cambiare idea ai pazzi che gli offrono 10 milioni di euro per tornare in Europa. Proprio lui sembrava il più stordito. Pretendeva di far giocare gente che non capiva mai dove e come avrebbe perso la palla. Ne ha regalate 7, ma lo strapotere fisico dei lunghi permetteva di rimediare ai rimbalzi (44-29) e i 16 recuperi sotto il canestro italiano hanno tenuto in scacco Recalcati che stava pilotando benissimo. Diciamo che il sorriso alla partita si apriva alla fine del secondo quarto: palla persa da Kaukenas, recupero di Soragna, tiro da 3 sulla sirena: 39-40. Vuoi vedere, ci siamo detti noi del circolo pessimisti, che i ragazzi del coro azzurro hanno deciso di fare qualcosa per essere ricordati davvero. Una zampata di Basile, poi Soragna gambe di ferro, il risveglio di Bargnani che anche non trovando il tiro da 3 (1 su 4) faceva danni. Il Baso dei tiri con anima e senza logica ci teneva 1 punto avanti prima che Siskaukas arpionasse per il 61-62 del terzo tempo.
La zona, le soluzioni difensive, la pazienza in attacco davano speranza anche se nell'ultimo assalto, nei 10 minuti dove avremmo dovuto avere certezze e non soltanto piani di fuga da certe soluzioni, nella speranza che tornasse il tiro da 3 (1 su 6 nel 4°), abbiamo tallonato una Lituania spaventata che si appoggiava alle spallone di Linas Kleiza, ma non siamo mai riusciti a spaventarla davvero anche se un Belinelli maturato da queste tonnare portava l'Italia per due volte ad un punto e Bulleri pareggiava. Ma era un colpo da 3 di Kaukenas, uno dei due della sua partita da monaco benedettino, a metterci a meno 3 e poi i liberi di Iasichevicius per castigarci su una palla persa. Belinelli da 3 per l'ultimo sogno a meno 15", ma Siskaukas che aveva appena fallito due liberi, era implacabile. Gioco e partita accidenti, anche se siamo meno disperati che ad Alicante perché la vittoria netta della Francia sui tedeschi dice che per il quarto posto, per la terza fase, si può ancora correre, battendo Turchia e Germania, adesso che tutto è più chiaro nella testa di quelli che fanno vita di squadra.