La Lituania vuole Gorbaciov in tribunale

Vilnius La Lituania vuole interrogare Mikhail Gorbaciov nell’ambito dell’inchiesta sulla brutale repressione sovietica del gennaio 1991, in cui morirono 14 persone. Ad annunciarlo è stata l’ufficio del procuratore capo del Paese baltico, che ha inviato a Mosca una formale richiesta affinchè il padre della Perestroika sia sentito come testimone.
Qualche settimana fa era stato l’ex dissidente sovietico Vladimir Bukovskij a dire di voler portare davanti al giudice l’ex leader comunista. Ora è invece Vilnius a compiere un ulteriore passo per appurare le responsabilità del massacro avvenuto il 13 gennaio 1991. Un anno prima la Corte costituzionale lituana aveva dichiarato l’indipendenza del Paese, prima repubblica baltica a scegliere la strada della secessione. Una risoluzione inaccettabile per il gigante sovietico che decise di inviare a Vilnius i suoi carri armati.
Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 1991, mentre i mezzi corazzati invadevano la città, i manifestanti si schierarono difesa della Casa della stampa, la Torre della televisione e il Parlamento. Gli scontri lasciarono sul terreno 14 morti e oltre 600 feriti. Dopo il fallito colpo di Stato di Mosca, l’indipendenza lituana sarebbe stata ufficialmente riconosciuta a settembre.
Lo scorso dicembre la Lituania aveva mobilitato cinque procure per appurare le responsabilità della strage del 1991. Oltre ai risarcimenti economici, Vilnius vuole portare sul banco degli imputati 23 persone sospettate di aver ordinato il massacro.
La Lituania, che era stata indipendente tra il 1918 e il 1940, subì l’occupazione sovietica fino al 1991, quando recuperò l’indipendenza. È entrata a far parte nell’Unione Europea nel 2004 e da allora è anche membro della Nato.