Liuteria in festival tra mostre e convegni

«Cremona è la capitale mondiale della liuteria», dissero un giorno ai re di Francia. Per questo Carlo IX, e sua madre Caterina dè Medici, si rivolsero alla bottega di Andrea Amati per acquistare un violino. Fu lui, un eccellente artigiano della Bassa, a inventare nel Cinquecento il prezioso strumento a corda, e da allora la città del Torrazzo vanta questa nomea. Oggi, e ancora fino a domenica 19 ottobre, Cremona si veste a festa per celebrare la sua figlia prediletta, la liuteria. Ospiti d’onore a «Liuteria in festival» sono 25 strumenti costruiti tra il 1730 e il 1750. Il meglio, o quasi, in circolazione nei cinque continenti, a raccontare (con la mostra «Cremona 1730-1750: nell'Olimpo della liuteria») la storia di tre grandi famiglie di liutai. Gli Stradivari prima, i Guarnieri e i Bergonzi poi, hanno elevato la fama della scuola cremonese nell’Olimpo della liuteria, e a distanza di oltre due secoli e mezzo i loro strumenti tornano in città, esposti al Museo Stradivariano in occasione del festival. Violini e violoncelli, ancora perfettamente funzionanti, esemplari appartenenti a collezioni private e istituzioni di tutto il mondo (come la Nippon Music Foundation di Osaka o lo Yale University Museum dagli Usa), e poi convegni, giornate di studi, seminari e tanti concerti, con il centro della città che si trasforma in una gigantesca bottega liutaria a cielo aperto. A chiudere i lavori, venerdì (ore 17.30) e sabato (alle 18), al Museo Civico «Ala Ponzone», Sala San Domenico vanno in scena gli strumenti della mostra, con arie da Paganini, Haydn e Borodin, mentre domenica (alle 18) è il concerto dell’Orchestra Valerio Boldi.
Per informazioni, tel. 0372 801801;
www.fondazionestradivari.it.