Live 8, Vasco potrebbe esserci Però in collegamento video

da Milano

Chissà mai che al Live 8 non sbarchi anche Vasco Rossi. Per interposto video, però. Dopo il bailamme di questi giorni e il rifiuto di partecipare al concertone romano di sabato, il papà di tutti i rockettari italiani potrebbe comunque affacciarsi al Circo Massimo via teleschermo. Quella sera lui sarà allo stadio del Conero di Ancona ma - dicono i beneinformati - sarebbe allo studio la possibilità di creare un collegamento video per far salire virtualmente Vasco sul palco.
Sono solo voci, naturalmente, ma hanno un fondamento. Dopo l’appello di Laura Pausini, l’unica big subito disponibile («Stiamo facendo una figuraccia»), e gli inevitabili aggiustamenti organizzativi, nei giorni scorsi c’è stato un bello sgocciolare di adesioni ed euforie retroattive. Ligabue e Baglioni hanno detto sì, De Gregori aprirà lo show, Piero Pelù e Renato Zero si sono lavati gli ultimi dubbi e Jovanotti ha accettato dopo l’invito via lettera del sindaco Veltroni. Perciò la carta Vasco è ancora giocabile.
Intanto, secondo quanto dicono gli organizzatori, al Circo Massimo saranno possibili duetti improvvisati o esecuzioni inedite degli artisti «e questo sarà questo uno degli argomenti di cui si parlerà da domani». D’altronde a Londra gli U2 suoneranno un pezzo dei Beatles insieme a McCartney, quindi tutto è possibile.
Comunque, paese che vai polemica che trovi. In Italia si sa: c’era il rischio provincialismo. In Germania invece c’è quello finanziario perché «i grandi sponsor non tirano fuori una lira, il concerto di Berlino sarà finanziato solo da aziende straniere - ha detto il promoter locale - e mi sembra molto imbarazzante». Insomma, il ritardo con cui è partita la macchina dello show sta raccogliendo i primi risultati. Qualche ironia, tipo quella di Noel Gallagher degli Oasis (che non andranno): «Scusate, ma si spera davvero che qualcuno del G8 veda questo concerto per l’abolizione del debito nel Terzo Mondo e dica: accidenti, ma hanno ragione?». E qualche critica feroce e forse motivata come quella di Justin Onyeka, editore di New Nation: «Sta succedendo come per il Live Aid: i musicisti neri non sono in primo piano nonostante il concerto sia per il loro continente». Infine la notizia tecnologica: il Live 8 sarà l’evento televisivo più trasmesso della storia, visto che l’85 per cento della popolazione mondiale in 140 nazioni potrà ricevere il segnale tv». Però.

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