Live ritmato e rock per Luca Carboni

Il ritmo di Bologna se lo porta appresso, sempre. Ed è quel ritmo contenuto, che non ti fa andare fuori tempo, ma nemmeno ti impone di correre. La vita va goduta, e se sfrecci a bordo delle tue ansie non distingui né il paesaggio intorno, né le storie che stanno dietro l’angolo, e che potresti raccontare. Luca Carboni - cantautore e cantastorie - è bolognese doc, dunque sa perfettamente come districarsi tra quell’aria da pigro che non abbandona mai il suo viso, e la necessità di condurre una vita da viandante musicale. Da febbraio - sull’onda di un nuovo album intitolato «... Le band si sciolgono» e di una biografia-intervista che il giornalista Massimo Cotto gli ha cucito addosso (Segni del tempo, Aliberti) - Luca Carboni attraversa l’Italia fisicamente, da palco a palco, e sulle onde radio: il quarto singolo tratto dal nuovo disco, «La mia isola», è tra le colonne sonore più richieste di questa fine di primavera. Erano sei anni che Carboni non proponeva inediti, le passioni lo trascinavano altrove, ad esempio nei territori della pittura. Ha disegnato e dipinto parecchio, e alcune di queste «esplosioni» artistiche il cantautore bolognese ha deciso di portarle sul palco. «Quelli come me - spiega Carboni -, autori deideologizzati dei primi anni Ottanta, creativi, senza scuole alle spalle, ci hanno messo un po’ a farsi capire dalla critica». E siccome la pittura può spiegare tutto con una metafora, eccola: «Prima di noi, penso a quelli come me e Vasco, i cantautori erano dentro un manifesto, come gli impressionisti, poi siamo venuti noi, tanti De Chirico isolati». Lo show di Carboni avrà un «taglio» estivo: «Nei live all’aperto io e la mia band scegliamo i brani più rock, più energici».
Luca Carboni
stasera Idroscalo area Tribune ore 21.30
ingresso libero