Il Liverpool si schiera tutto con Gerrard e il dj ha paura di essere menato di nuovo

LondraDopo l'aggressione, la paura per una folle vendetta da parte di qualche esagitato tifosi del Liverpool. Non c'è pace per Marcus McGee, il deejay che sarebbe stato aggredito da Steven Gerrard nella notte di lunedì. Quarantotto ore dopo la violenta lite con il capitano dei Reds, ieri McGee è uscito per la prima volta di casa. In compagnia della fidanzata Gina Lord e delle due figlie - Francesca (12 anni) ed Helena (6) - ha affrontato la selva di paparazzi che da giorni bivaccano fuori dalla sua abitazione a Churchtown, vicino a Southport. Un cappellino nero di lana calato in testa nascondeva i tre punti di sutura che gli sono stati applicati. La leggera smorfia ha invece rivelato il dente rotto: i segni della notte di violenza nel ristorante Lounge Inn, dove lavora come deejay il 34enne McGee.
Formalizzata l'accusa di rissa e lesione aggravata, Gerrrad, così come altri due suoi compagni di bisbocce, dovrà presentarsi in corte tra tre settimane, il 23 gennaio. Ma proprio la possibile condanna dell'idolo della Kop potrebbe scatenare l'assurda rappresaglia di qualche fanatico tifoso. Questa almeno la preoccupazione di McGee, tifoso dichiarato del Manchester United, che fin qui ha preferito declinare ogni commento pubblico. Ad ammettere le sue attuali ansie sono i vicini di casa, che hanno notato come il dj abbia rafforzato nelle ultime ore le misure di sicurezza attorno alla sua casa: una nuova recinzione sul retro, alberi piantati davanti alle finestre. «Qualche tifoso del Liverpool potrebbe accusarlo di aver portato Gerrrad in una corte di giustizia - le parole di un anonimo conoscente al tabloid Daily Star -. Marcus è preoccupato che qualche idiota possa commettere una sciocchezza». Anche Gerrard finora ha preferito il silenzio, incassando però, dopo quella incondizionata del suo club, la solidarietà anche di Rafa Benitez, che proprio ieri tornava per la prima volta a Melwood, quartier generale dei Reds, dopo l'operazione per calcoli renali subita due settimane fa. «Abbiamo avuto un'ottima chiacchierata, ho parlato anche con l'avvocato della società - le parole del tecnico spagnolo -. Steven mi ha spiegato cos’è successo, gli ho assicurato tutto il mio personale sostegno e di chiunque faccia parte di questo club. Si è allenato regolarmente con gli altri compagni, ora deve pensare solo ad allenarsi con la consueta serietà. Non gli faremo mai mancare il nostro totale sostegno, ma ora i pensieri di tutti devono andare alla partita di coppa d'Inghilterra, domani contro il Preston. D'altronde non ho mai avuto dubbi su Steven, perché prima ancora di essere un grandissimo calciatore, è un bravissimo ragazzo».