Livingstone, il Rosso adesso è finito in riserva

da Londra

È un disoccupato eccellente adesso Ken il «rosso». Qualche giornale ieri, suggeriva malignamente che ora avrà sicuramente parecchio tempo in più per recarsi a bere una tazza di tè al Ken's Café di Upton Park, nella zona est della sua amatissima Londra. Aveva gli occhi lucidi e il sorriso stanco l'ex sindaco laburista venerdì sera, quando suo malgrado, è stato costretto ad ascoltare il discorso di ringraziamento fatto a caldo dal suo avversario Johnson subito dopo l'annuncio dei risultati finali che decretavano la sua sconfitta. In un caloroso discorso Boris l'ha ringraziato per essere stato il sindaco di una Londra ferita dagli attacchi terroristici del 2001, ma di certo questo non basta a rendere meno doloroso il senso di fallimento. Dopo aver stretto la mano al suo successore, Livingstone si è scusato con tutti i colleghi e amici del Labour che l'hanno sostenuto in questa campagna dichiarando di addossarsi l'intera responsabilità per questa sconfitta elettorale. Molto rammarico quindi e qualche senso di colpa, ma nessuna ostilità verso l'amministrazione conservatrice che si prepara a guidare la capitale: «Il mio periodo passato come sindaco è stata l'esperienza più affascinante della mia vita - ha dichiarato - vi do la mia assicurazione che farò tutto quello che posso per dare un sostegno e un contributo al nuovo esecutivo. In qualunque ruolo io serva continuerò a vivere e amare questa città e a lavorare per renderla migliore». Una promessa che è anche una dichiarazione d'amore verso la capitale che più volte Livingstone ha definito «la città più grande del ventunesimo secolo». Durante le ultime battute della campagna elettorale l'austero Ken aveva promesso di offrire un lavoro a Johnson in caso di una sua vittoria. Vedremo se Boris sarà ora pronto a ricambiare il favore.