La Livni: «Se divento premier spazzerò via Hamas da Gaza»

Toni accesi e minacce dirette a Hamas. Si scalda il clima elettorale in Israele in vista delle elezioni politiche del 10 febbraio. Mentre nel sud del Paese continua lo stillicidio del lancio di razzi - una sessantina hanno colpito il territorio da venerdì a oggi - la leader di Kadima, il partito di centro che ha la maggioranza relativa, Tzipi Livni è stata chiara: un eventuale governo da lei diretto avrà come «obiettivo strategico» la caduta del regime di Hamas. Un traguardo che l’attuale ministro degli Esteri ha annunciato di voler raggiungere ricorrendo a tutti «i mezzi militari, economici e diplomatici». E sullo stesso tema è intervenuto il suo avversario diretto, il leader del Likud, l’ex premier Binyamin Netanyahu, che i sondaggi danno in testa e che accusa il governo di restare inerme davanti alle sofferenze di quasi 250mila cittadini minacciati dall’integralismo palestinese: «Nel lungo periodo - ha detto Netanyahu - la caduta del regine di Hamas è inevitabile».
Intanto, però, l’organizzazione palestinese da quando è scaduta la tregua di sei mesi con Israele, ha ricominciato a colpire senza esitazioni anche con bombe di mortaio il territorio israeliano, costringendo Israele a due raid aerei che hanno provocato la morte di un miliziano. E se il premier Ehud Olmert tenta di placare i toni, esortando i leader politici a evitare dichiarazioni irresponsabili, anche lui poi lancia il suo messaggio a Hamas, consapevole che il suo governo ha comunque i giorni contati: «Un governo non si precipita a dare battaglia, ma nemmeno ne ha timore. Prenderemo tutte le misure necessarie, con necessario senso di responsabilità».
Dal punto di vista strategico, il ministro della Difesa Ehud Barack ha ordinato ai responsabili militari di preparare un piano d’azione contro Hamas. Ma un’operazione militare appare improbabile proprio per il particolare momento politico. Hamas replica e minaccia un alto numero di caduti ma intanto non esclude la tregua, ovviamente alle sue condizioni: la riapertura dei valichi e la fine dell’isolamento di Gaza.