Il Livorno paga la «caccia» a Padoin Stangata del giudice: sei squalificati

Decisivo il rapporto di uno 007 federale: 5 turni a Grandoni, 3 a Emanuele Filippini

Livorno piange, si dispera e si ribella. Alla quasi ormai sicura retrocessione in serie B, si aggiunge anche la mazzata per la gazzarra finale con inseguimento al bergamasco Padoin, reo di aver segnato domenica il gol del 3-2 per l’Atalanta quando ormai il pareggio sembrava raggiunto. Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel è andato giù duro: 5 giornate a Grandoni, 3 ad Emanuele Filippini, 2 a Pasquale, una a Balleri, Antonio Filippini e Pavan. Un macello, con Orsi che non sa come fare a mettere insieme undici giocatori per affrontare il Torino: «Mi sembra una punizione eccessiva - il pensiero del tecnico - anche perché la sfida tra Atalanta e Livorno è stato un esempio di lealtà sportiva». Il Far West scatenato nei confronti di Padoin ha avuto per incolpevole ma decisivo protagonista (è il suo rapporto che pesa sui livornesi come un macigno) anche il collaboratore della Procura federale che, per bloccare la furia dei toscani, è stato insultato, spintonato e offeso a ripetizione dagli scatenati amaranto. Grandoni l’ha spinto e insultato; Emanuele Filippini l’ha ingiuriato con tono intimidatorio; Pasquale l’ha preso per un braccio. Il tutto condito dall’inseguimento a Padoin, con Balleri che colpisce l’avversario con una bottiglietta di plastica vuota e Antonio Filippini che tenta di aggredire l’atalantino. Si salva Pavan che, diffidato, rimedia la squalifica a causa dell’ammonizione subita in campo, quarta della serie che lo porta allo stop.
Questa stangata potrebbe convincere definitivamente il presidente Aldo Spinelli a lasciare, soluzione paventata da tempo e non ancora realizzata a causa dell’attendismo della cordata guidata da Maurizio Berrighi, costruttore edile di Venturina che non ha mai formalizzato un’offerta ma ritarda le trattative forse per portarlo allo sfinimento. Ieri il presidente amaranto ha incontrato il sindaco livornese Alessandro Cosimi e una delegazione di tifosi, un colloquio dove il vulcanico Spinelli ha confermato la voglia di vendere, fissando pure la cifra di 15 milioni per il passaggio di proprietà e la data di mercoledì 14 maggio per la decisione definitiva e l’incontro con la cordata guidata da Berrighi (dovrebbero farne parte nomi eccellenti come Antinori, Pecci e Ferragamo). Ma poi è arrivata la mazzata di Tosel e Spinelli, furente come mai in passato, ha fatto trapelare la voce che ora potrebbe non mollare più ma continuare a guidare la società, affidando la presidenza a un suo uomo di fiducia, magari la bandiera Igor Protti, per costruire una squadra pronta a tornare subito in A grazie anche ai clamorosi ritorni di Cristiano Lucarelli e Stefano Morrone, con l’aggiunta del direttore sportivo Nelso Ricci.