Livorno settebello per Ciampi

Ultrà giallorossi espongono svastiche e croci celtiche. Proteste per un mani di Vargas

Marcello Di Dio

nostro inviato a Livorno

Chissà se il Livorno avrebbe voluto far visita al presidente Ciampi, il tifoso più illustre degli amaranto, con in tasca una vittoria di prestigio sulla Roma e il primato in classifica. Domani si presenteranno invece al Vittoriano con sette punti in tasca, la maglia numero 1 e il suo nome stampato sopra e un pallone autografato da tutti i componenti della rosa. Finisce 0-0 e in Toscana si può comunque festeggiare: il Livorno gioca un primo tempo dignitoso, per la prima volta non segna in casa dopo dodici partite e ringrazia Amelia che, nel finale, compie un vero e proprio miracolo su Nonda, salvando di fatto almeno il secondo posto. La Roma paga la serata non esaltante di alcuni dei suoi gioielli, anche se alla fine potrebbe addirittura fare il colpaccio e sicuramente recrimina per un rigore non concesso da Trefoloni per un fallo di mano in area di Vargas su un cross di Nonda. L’impressione è che però Spalletti deve ancora lavorare molto.
Un servizio d’ordine con i fiocchi per una partita da allarme rosso, 500 tra poliziotti e carabinieri (che agiranno con discrezione) schierati per evitare contatti tra due tifoserie nemiche e divise politicamente. Nessun incidente, per fortuna, solo odiose svastiche e croci celtiche nella curva dei mille supporter della Roma - poi rimosse e sequestrate dalla Digos - oltre che pochi petardi e fumogeni. Partita non spettacolare e con poche emozioni, quasi tutte in coda. La Roma si vede a tratti e il cambio di modulo (difesa a tre, un centrocampista centrale in più e il sacrificio richiesto a Taddei sulla fascia sinistra, ovvero controllare le discese di Balleri) un po’ penalizza la squadra di Spalletti. Che non è mai in sofferenza, anche se il Livorno gioca con aggressività. Certo, se il tiro dal limite di De Rossi dopo appena venti secondi fosse finito in porta, invece che sulla traversa, la partita sarebbe cambiata subito. I labronici prendono coraggio e con il movimento di Palladino e Lucarelli mettono in crisi la retroguardia ospite. Entrambi non approfittano di un pasticcio tra Kuffour e Curci, l’ex attaccante della Salernitana spara sull’esterno della rete. Montella sembra avulso dal gioco giallorosso (e a inizio ripresa sarà sostituito da Nonda, che avrà sulla testa la palla match).
Totti si innervosisce per il trattamento non tenero degli avversari e della curva livornese, che lo prende di mira per quasi tutta la partita. Ma è il rendimento negativo degli esterni a penalizzare la Roma: Mancini ha un paio di occasioni, ma prima viene anticipato da Amelia in uscita, poi non arriva all’appuntamento sul cross di Taddei; il brasiliano (primo ammonito giallorosso di questa stagione e forse «graziato» di un secondo giallo da Trefoloni) fa fatica a controllare lo scatenato Balleri. Che a fine tempo, su un cross di Coco, potrebbe addirittura segnare, non inquadrando però la porta. Mentre poco prima Curci aveva compiuto un miracolo su Lucarelli.
Per rivedere un tiro della Roma bisogna attendere il 22’ della ripresa, quando la solita velenosa punizione di Totti costringe Amelia alla deviazione in angolo. Nel secondo tempo la squadra di Spalletti sembra però più viva, tanto che il Livorno comincia a soffrire. Gli animi si eccitano nel finale, dopo una punizione che Totti tarda a battere per l’avanzamento continuo degli uomini in barriera. E dopo l’episodio dubbio del tocco di mano di Vargas, a sancire lo 0-0 ci pensa il portiere del Livorno (un ex) con l’intervento monstre sul colpo di testa ravvicinato di Nonda.