In lizza over 30 e senza titoli di studio

da Milano

Non più giovanissimi per fare il loro ingresso nel mondo del lavoro e con titoli di studio bassi o bassissimi. È l'identikit della popolazione carceraria che si affaccia al mondo del lavoro, stilato da Antigone in una ricerca che mette in luce le difficoltà dell'accesso al lavoro dei detenuti, molti dei quali, usciti con l'indulto, potrebbero beneficiare del piano di reinserimento lavorativo stilato dai ministri della Giustizia e del Lavoro Clemente Mastella e Cesare Damiano. Un piano giudicato positivamente dal presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, «soprattutto perché prevede un percorso di accompagnamento e formazione per il reinserimento dei detenuti».
La popolazione detenuta - si legge nella ricerca «L'inserimento lavorativo di persone provenienti da percorsi penali» - è una popolazione non più giovane per fare il suo ingresso nel mondo del lavoro: quasi i tre quarti delle persone in carcere (72,1%) risultano infatti avere più di trent'anni; addirittura più della metà (52,7%) hanno superato i trentacinque anni d'età e più di un terzo (35,1%) i quarant'anni. E l'età, ricorda lo studio, «è un pesante ostacolo al lavoro, soprattutto per chi non ha alle spalle una consolidata esperienza professionale precedente ma ha pesanti deficit di tipo scolastico e formativo».