Lizzani indaga ancora su Napoli

da Roma

«Il problema dei beni culturali in Italia è un problema sociale molto più importante della spazzatura». Parola di Carlo Lizzani che, mentre sta ultimando le riprese di Hotel Meina, il racconto della strage di decine di ebrei sul Lago Maggiore da parte delle Ss di Hitler («è in fase di missaggio, sarà pronto per l’autunno, vedremo se andrà a Venezia»), ha trovato il tempo di presentare ieri Napoli! Napoli! Napoli!, documentario sul capoluogo e sulla provincia campana più densamente popolata d'Italia. Il regista ottantacinquenne torna dunque sul «luogo del delitto» visto che proprio nel 1949 aveva esordito alla regia con un altro documentario dall'emblematico titolo Viaggio al Sud.
«Tutto nasce - ha spiegato - dalla mia passione per il documentario. Mi sono avvalso, come in una bottega rinascimentale, di tanti collaboratori per raccontare in 65 minuti una provincia e una città che quando vidi per la prima volta nel dopoguerra mi sembrò più europea di Roma, una grande capitale moderna». Un concetto che il film diretto anche da Francesca Pirani, prodotto dalla Provincia di Napoli nel suo bicentenario e da Giacomo Pezzali porta avanti con convinzione grazie al soggetto e ai testi di Daniela Ceselli (cineasta e abituale sceneggiatrice di Marco Bellocchio) che tra dotte citazioni dei grandi scrittori-viaggiatori come Goethe, Stendhal, Dumas, e un occhio alla Napoli d'oggi con il nuovo metrò e le sue installazioni di artisti contemporanei, disegna un percorso in cui il capoluogo è dipinto come multiculturale, capitale del nuovo umanesimo, ed è la bellezza dei luoghi l'unica e grande protagonista del film. Una scelta precisa che evita così di doversi confrontare con i tanti mali che affliggono l'area vesuviana e che trasforma Napoli! Napoli! Napoli! in un grande spot della giunta di centrosinistra che amministra la zona, a tutti i livelli, da decenni.
Spot che però in pochi vedranno dato che non è ancora ben chiara la sua distribuzione: forse in dvd, forse in tv, per ora sicuramente negli Istituti italiani di cultura all'estero.