ll Governatore interrogato: giallo sulla data

L’avvocato difensore Coppi: «Allo stato attuale non è indagato»

Gian Battista Bozzo

da Roma

Potrebbe ripetersi, oggi, un nuovo «caso Washington» con protagonista Antonio Fazio. Il governatore della Banca d’Italia potrebbe infatti non essere invitato a partecipare al Cipe (Comitato interministeriale per la politica economica) che tradizionalmente precede il Consiglio dei ministri per il varo della legge finanziaria. Il Cipe esamina la Relazione previsionale e programmatica, e l’eventuale nota di variazione al Dpef.
Nella tarda serata di ieri i telegrammi di convocazione da parte della segretaria del Cipe non era stati ancora spediti. Né, a quanto si sa, si è riunito ieri il cosiddetto «pre-Cipe», in preparazione della riunione ufficiale dell’organismo interministeriale che il ministro dell’Economia presiede, in rappresentanza del presidente del Consiglio. La presenza del governatore alla riunione pre-finanziaria del Cipe è discrezionale, così come quella del presidente dell’Istat. E se la linea del governo resta quella che Giulio Tremonti ha inaugurato all’assemblea del Fondo monetario, molto probabilmente Fazio «salterà» il comitato.
Sempre oggi si tiene l’attesa riunione del Consiglio superiore di Bankitalia, che però sembra svuotarsi di contenuti «straordinari». I tredici consiglieri dell’istituto si trovano domattina alle 10 in via Nazionale per un incontro che, secondo le indiscrezioni di vigilia, resta di routine. Insomma, il «caso Fazio» non è all’ordine del giorno. Nel pre-consiglio di ieri sono state affrontate questioni che riguardano il personale e gli investimenti, nulla che possa far pensare a un dibattito sugli eventi traumatici di questa estate. Il consigliere anziano, l’avvocato piemontese Paolo Emilio Ferreri avrebbe fatto presente al rappresentante del Tesoro, Roberto Ulissi, che il Consiglio non ha alcuna intenzione di discutere situazioni e fatti relativi al governatore. Nei giorni scorsi si era parlato anche di una sorta di «voto di fiducia» a Fazio da parte del Consiglio superiore. Ma, a poche ore dalla riunione, non è emersa alcuna conferma in proposito. «Se il Consiglio superiore confermasse la fiducia a Fazio - osserva l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga - questa suonerebbe come una censura al ministro dell’Economia».
Dunque, la crisi di via Nazionale non esce dalla posizione di stallo. Secondo voci riportate dall’agenzia Reuters, Tremonti avrebbe discusso del caso Fazio, e della eventuale successione, sabato scorso a Washington con Lorenzo Bini Smaghi, attuale membro del board esecutivo della Banca centrale europea. Sulla candidatura di Bini Smaghi, avrebbe detto Tremonti, potrebbe coagularsi un consenso politico bipartisan. Sia il ministro dell’Economia, sia il banchiere centrale europeo hanno però smentito la ricostruzione, pur molto dettagliata, della Reuters. «Sono dichiarazioni false», ha detto Tremonti.