ll Riesame vieta l’espatrio a Vittorio Emanuele

da Potenza

Dopo 57 anni di esilio fuori dall' Italia, Vittorio Emanuele di Savoia continua a rimanere bloccato nel paese che per tanti anni lo ha rifiutato. Il Tribunale del Riesame di Potenza ha respinto oggi la sua richiesta di revoca del divieto di espatrio, impostogli nel luglio scorso dallo stesso tribunale lucano nell' ambito dell' inchiesta sui presunti affari illeciti suoi e della sua «corte». Il principe si è detto «molto scosso» per la decisione. Secondo il portavoce di Casa Savoia, Filippo Bruno di Tornaforte, «c'è molto stupore e amarezza soprattutto perché si pensa che un uomo conosciuto come Vittorio Emanuele, che per 60 anni ha cercato di tornare in Italia, possa voler scappare dal suo Paese».
Vittorio Emanuele e la moglie, Marina Doria, erano già pronti per rientrare nella loro residenza di Ginevra. Ora attendono, invece, la contromossa dei difensori. Due mesi fa, quando lo aveva rimesso in libertà dagli arresti domiciliari, il Riesame potentino aveva costretto il principe a rimanere in Italia, ritenendo concreto il pericolo di fuga. Per i giudici lucani, i soldi, le case e le amicizie all' estero del principe potevano garantirgli una latitanza dorata. Meglio non rischiare di vedersi sfuggire l' illustre imputato, era stato il ragionamento dei magistrati, per i quali gli indizi a carico erano pesanti.
L’avvocato del principe, Giulia Bongiorno, ha dichiarato ieri di essere pronta a ricorrere in Cassazione contro la decisione del Riesame. Il portavoce di Vittorio Emanuele, invece, ha fatto sapere che il principe è molto scosso.