Il loanese che ha riportato in serie A il Rieti

(...) riportare in serie A dopo 23 anni la squadra di pallacanestro di Rieti nella finale contro la Scavolini, nobile decaduta del basket nazionale. Un successo non da poco per uno che l’anno scorso sedeva sulla prestigiosa panchina dell’Olimpia Milano e ancora più meritorio dal momento che nella squadra di Rieti Lardo ha puntato decisamente su atleti del «bel paese», al contrario di quanto fanno le altre compagini infarcite alla grande di nomi stranieri.
Basket che passione. Un amore nato così, all’improvviso, quasi per caso, dopo anni passati a giocare a pallone nel cortile di casa. Suo padre, barbiere nella caserma del Car, un giorno gli racconta di aver tagliato i capelli a Dino Meneghin. A Loano tutti sapevano chi era Meneghin, a Loano, uno dei pochi centri in Italia dove la parola basket ha da sempre avuto più significato che la parola calcio. C’era poi Valerio, il fratello, che appena poteva lo trascinava al campetto.
E siccome una palla tira l’altra, ecco il talentuso Lino entrare a giocare come playmaker in serie C. L’altra vita, quella che sembrava vera, lo vedeva, ragioniere, lavorare come impiegato all’Ufficio del porto. «Il mio idolo - racconta Lardo - era Charly Caglieris, perché veniva in vacanza a Loano e abitava sopra il negozio di giocattoli di mia madre. Mi portò anche la maglietta della Nazionale. Poi, a 23 anni, a sorpresa mi chiamò la Berloni Torino, dalla C alla A, e sono finito al fare il cambio del mio idolo».
Forza, coach. Facci vedere di cosa è capace un ligure del basket.