Loano ascolta i suoni della tradizione

Eliana Biagini

La seconda edizione del tanto atteso appuntamento con il «Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana», che si svolge nell'ambito del Festival «Suoni della Tradizione», promosso dall'assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, con il patrocinio della Regione Liguria, della Provincia di Savona, dell'Apt Riviera delle Palme e la collaborazione dell'Associazione Le Muse di Genova, comincia oggi, con l'offerta al pubblico della migliore produzione discografica di musica tradizionale italiana. Il premio, intendendo promuovere questo repertorio propone musiche che coniugano la ricerca e la valorizzazione della cultura musicale più tradizionale, che anticamente favoriva l'aggregazione umana, alla nuova interpretazione della musica popolare, che ha subito contaminazioni etniche.
La serata si apre con storico gruppo folk italiano, «I Calicanti», collocatisi, con il disco «Isole senza mar» al quinto posto nella classifica del premio, i quali, con questa esecuzione, introducono gli spettatori lungo i sentieri musicali dei Colli Euganei, dipingendone la bellezza. Nel loro disco, documentato da lunghe ricerche, emergono riferimenti ai trovatori della Corte Estense, al gregoriano, ai rituali come il «batermarso» e agli echi di bande musicali. Il complesso, nato nel 1981, si è dedicato al recupero del ricco patrimonio musicale veneto, svolgendo ricerche etnomusicologiche e attività concertistiche in tutto il mondo, fino a partecipare a numerosi festival internazionali.
Il Premio assegna tre diversi riconoscimenti: uno alla migliore produzione discografica dell'anno precedente, assegnato da una giuria formata da giornalisti musicali e musicologi, che, nella prima edizione, è stato conferito a Riccardo Testi per l'album «Lune» e quest'anno sarà assegnato all'album «La valle dei Saraceni» di Tendachën e conferito domani a Maurizio Martinetti.
Degli altri due premi, curati dall'organizzazione e della direzione artistica del Premio Loano, uno viene conferito alla carriera ad un musicista, contraddistintosi per la valorizzazione del patrimonio cultural-musicale della propria terra e per la qualità della proposta artistica. Vincitore di quest'anno, che ritirerà il premio il 25, è Valter Colle, etnomusicologo, insegnante, discografo, che si è dedicato incessantemente alla musica di tradizione orale. Il secondo ad un ricercatore o operatore culturale, che abbia svolto un ruolo rilevante nell'ambito della musica tradizionale italiana. Si tratta, per l'edizione 2006, di Otello Prefazio, il più famoso cantastorie del Sud Italia, di cui decanta il patrimonio popolare, ispirandosi anche al poeta Ignazio Buttitta. Al ritiro del premio, giovedì, insieme a Davide Van de sfroos, cantore della provincia lombarda che compone in dialetto laghèe e all'eclettico gruppo etnoautoriale «Parto delle nuvole pesanti», eseguirà «L'asino, il corvo, il lupo», una produzione del «Premio nazionale Città di Loano», incentrata sulle simboliche figure di tre animali spesso utilizzati in senso metaforico dagli autori della letteratura classica.
Il festival si concluderà il 28 luglio, con danze tradizionali in piazza, guidate dall'Associazione «Indanza».