Loano si scopre capitale dello sport

Nuoto, basket e kick boxing: i grandi campioni si allenano qui

Pieter Van De Hoogenband, il primatista di nuoto di nazionalità olandese, da anni prende armi e bagagli - anzi, cuffia occhialini e costume - e si trasferisce qui per prepararsi alle gare future. Ad aspettarlo, c'è il maxi Palazzetto dello Sport - duemila posti a sedere - con le sue piscine olimpioniche a prova di campione.
Giovanni Perlungher, vincitore europeo di kick - boxing, non deve invece fare molta strada, visto che è nato qui e sa benissimo che non c'è miglior palestra in cui faticare della struttura polivalente della sua città.
E poi c'è Lino Lardo, ultimo, ma non ultimo, autentica bandiera del basket italiano, che affida la squadra di cui è allenatore ai campi che lo videro muovere i primi passi da fuoriclasse.
Tutti e tre con due cose in comune: l'amore per lo sport e Loano.
Loano con le sue strutture e i suoi centri sportivi, in grado di ospitare qualsiasi competizione, dai campionati europei di nuoto sincronizzato a gare internazionali di basket, da importanti tornei tennistici alle finali del campionato italiano, a squadre di bocce grazie al più grande bocciodromo della Liguria, e sfide a livello nazionale e internazionale di qualsiasi disciplina dal karatè alle boccette, dal ping pong alla vela fino all'arrampicata. Per non parlare di calcio, con un campo sportivo a prova decreti Pisanu e che potrebbe ospitare tranquillamente la serie B. Insomma Loano, capitale dello sport, almeno così sembra.
«La nostra città - conferma con malcelato orgoglio il sindacooglio, Angelo Vaccarezza - punta sui giovani e investe moltissimo sullo sport e nelle scuole dove i ragazzi si formano e dove apprendono valori sani, gli stessi di cui Loano si fa promotrice da sempre».
Sicuramente da quando a prendere le redini della cittadina rivierasca è arrivato un sindaco che ha le idee chiare e che progetta un futuro sospeso tra innovazione e tradizione. «Beh, nel 2001 c'erano tanti progetti da realizzare ma, contemporaneamente, tanta storia loanese da recuperare. Lo abbiamo fatto, e un esempio tra i tanti può essere il lungomare cittadino. Dove abbiamo allargato l'arenile, raddoppiato la passeggiata, realizzato sotto di essa cabine in muratura affinché non ostacolassero la vista ai passanti, creato strutture turistiche moderne con tanto di ascensori o percorsi per facilitare l'accesso alla spiaggia ai portatori di handicap, proceduto all'ampliamento del porto che, entro tre anni, passerà da 400 a 1.300 posti barca». Non basta, perché - insiste il primo cittadino - «allo stesso tempo abbiamo abbellito la nostra città, andando a recuperare le antiche fontane della famiglia Doria, cui la nostra storia è legata, grazie all'opera di artisti contemporanei che hanno dato vita ad una sorta di galleria a cielo aperto in via di completamento».
E sono proprio le tradizioni popolari ad attirare qui turisti da tutte le parti d’Italia e non solo. Come «I suoni della tradizione» che è sicuramente l'evento - clou di questi ultimi anni, insignito tra l’altro della medaglia d'argento dalla Presidenza della Repubblica come una delle iniziative culturali più importanti del nostro Paese. «Da Natale, a Pasqua, al periodo estivo, abbiamo un pubblico di grandi numeri - conferma il sindaco -. Per lo più si tratta di nuclei famigliari con papà, mamma e bimbi, per i quali abbiamo creato una cittadina totalmente fruibile e sicura. Con più zone pedonali, a prova di bambino, aree verdi e nuovi parchi giochi». E dove non ci si annoia mai, tra gli spettacoli di cabaret, il Carnevale estivo, la Festa delle Basure, il Festival internazionale degli Interpreti, le performances dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo che ha qui la sua seconda patria, le mostre d'arte a Palazzo Doria e il raduno delle bande.
«A settembre - annuncia trionfante il sindaco - ospiteremo il decimo Raduno del Primo Raggruppamento Alpini: arriveranno in 20mila dalla Val D'Aosta, Piemonte, Liguria e Costa Azzurra. Senza contare gli sportivi che, dal Nord Europa e nel corso di tutto l'anno, vengono qui ad allenarsi. Dai campioni del basket a quelli del nuoto e di tante altre discipline. Non è che siamo più bravi o più belli degli altri, è che sappiamo cosa vogliamo e come valorizzarci». Perché «sono le piccole cose che fanno grande una città. Siamo stati i primi in Italia a dedicare una via ai martiri delle Foibe, una scelta di civiltà ben prima che il revisionismo storico diventasse una moda, siamo gli unici a festeggiare il 4 novembre, ricorrenza della fine della Prima Guerra Mondiale, dell'Unità d'Italia e Festa delle Forze Armate, e ne sono orgoglioso. Quando una città ha carattere riesce a fare tutto. A rifare strade, arenili, centri storici, ad aprirsi agli altri mantenendo le proprie peculiarità. E a sfornare campioni sportivi come Lino Lardo, che oltretutto è stato il mio allenatore». E cui probabilmente ha dato più soddisfazioni come sindaco che come giocatore.