La lobby anti-smog contro Formigoni: disattesi gli impegni

Le associazioni scrivono al presidente della Lombardia: "Piano anti-inquinamento insufficiente: il Pm10 diminuisce solo quando piove"

di Beatrice Bedeschi

Lo smog a in Lombardia diminuisce solo quando piove: a denunciarlo è la la lobby anti-smog che dopo venti giorni consecutivi di superamento dei limiti di Pm 10 nell’aria a Milano, torna a farsi sentire con una lettera al presidente della Regione Roberto Formigoni. Nel testo le associazioni – Legambiente, Genitori Antismog, Ambiente Milano e Vas Lombardia - denunciano l’inefficacia del piano regionale e chiedere la reale applicazione della direttiva europea in materia di qualità dell’aria. “Siamo alle soglie di un inverno inquinato, ben oltre quanto previsto dalle norme comunitarie sulla qualità dell’aria, in una delle zone geografiche più inquinate del mondo – recita la lettera -. Provvedimenti limitati, come quelli previsti per questa stagione e che ricalcano quelle dello scorso anno, potranno mai contribuire ad una drastica riduzione delle emissioni inquinanti? Roteo che gli obiettivi di cui alla Direttiva 2008/50/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio non potranno essere raggiunti dalla nostra regione se non con provvedimenti ben più incisivi”. Le associazioni chiedono un incontro urgente con le istituzioni e propongono l’immediata applicazione di limiti alla circolazione su tutto il territorio regionale. Di limiti alla circolazione la lobby anti-smog aveva parlato già un mese fa, con un primo bilancio su Ecopass ad un anno dall’inizio della sperimentazione: le associazioni avevano proposto l’allargamento della zona a traffico limitato alla cerchia della linea di autobus 90-91 , e al contempo avevano chiesto un impegno del Comune di Milano sul fronte delle piste ciclabili e del “car sharing”.