La lobby dei diplomati

Il problema non sono le discussioni sulla procreazione assistita, e neppure chi ritiene che un’astensione referendaria abbia d’un canto spiritualizzato il Paese, e neppure il cinismo di chi cavalca questo strano periodo per ricreare un pensiero forte che divenga fortilizio d’Occidente. Il problema è che riprendono voce anche teorie vergognose. Il settimanale Tempi ha parlato di «lobby omosessuali che hanno un enorme potere» e ha concluso un articolo così: «Gli omosessuali dicono di non poter vivere in un Paese che non rispetta la libertà individuale. Bene, almeno noi etero sessisti non dovremo pagargli il biglietto per emigrare». Un opinionista, su un sito cattolico, ha scritto che i gay sono solo dei malati e che l'omosessualità è una condizione patologica senza base genetica, e che tuttavia «una potente lobby mira a nascondere questa verità». Gli ascoltatori di Radio Maria, mercoledì scorso, hanno ascoltato le medesime aberranti tesi in un programma titolato «Come uscire dall’omosessualità» che additava ancora una volta queste lobby gay. Il punto è che se pure esistesse, tale lobby, sarebbe composta anche da milioni di eterosessuali semplicemente istruiti.