«Lobby politica trasversale contro la legge Pisanu»

da Roma

La notte di guerriglia ultrà costa la vita di un poliziotto. E il Parlamento tuona contro la violenza negli stadi, chiedendo norme radicali. Un riflesso condizionato su cui Alfredo Mantovano, senatore di An ed ex sottosegretario all’Interno, solleva un’obiezione, denunciando un vizio diffuso tra le forze politiche: la difesa (interessata) delle tifoserie organizzate.
Senatore Mantovano, i provvedimenti adottati nella scorsa legislatura contro la violenza negli stadi hanno fatto diminuire gli incidenti. Ma non hanno estirpato il problema.
«La legge Pisanu è un’ottima legge, come dicono i numeri. Ma si sarebbe potuto fare molto di più se non fosse esistita (e non esistesse) in Parlamento una lobby della curva che ostacola, frena e ridimensiona ogni provvedimento».
Questa lobby è trasversale?
«Sì, è trasversale, come lo è l’elettorato che fa riferimento alle varie curve perchè sappiamo che ci sono curve di estrema destra e di estrema sinistra. Una connotazione che ha ammorbidito quel rigore che sarebbe stato necessario».
Cosa si potrebbe fare di più a livello normativo?
«Come spesso accade all’indomani di un episodio grave si sente evocare l’Inghilterra. Benissimo. Sarei contento se noi riuscissimo ad avere la metà delle loro disposizioni. Penso all’interdizione dagli stadi che può arrivare fino a dieci anni mentre qui discettano se confermarla per qualche mese. Addirittura la polizia ha una lista di sospetti a cui può attingere per inibire l’ingresso allo stadio».
La legge Pisanu, però, è stata giudicata da tutti come un provvedimento molto severo.
«È un’ottima legge, ripeto. Ma a distanza di due anni ci sono ancora molti punti che le società di calcio non hanno messo in pratica. Alcune si sono messe in regola ma molte eludono gli articoli sulla videosorveglianza interna ed esterna, sul sistema di accesso allo stadio e i biglietti nominativi. E ancora i divisori dentro lo stadio, il personale di sicurezza dipendente dalle società. È arrivato il momento di non consentire la ripresa del campionato fino a quando la legge non sarà compiutamente applicata».
Torniamo alla lobby parlamentare. Perché questa sponda con le tifoserie?
«Le curve possono diventare dei bacini elettorali. E, soprattutto con il maggioritario, i numeri in possesso delle curve possono anche risultare decisivi per l’elezione».
Anche An ha flirtato con gli ultrà?
«Non nego l’evidenza. Qualche consigliere comunale del mio partito mi faceva presente, mentre scrivevamo la legge Pisanu, che erano norme liberticide e non andavano applicate».
A Palazzo Madama la stessa maggioranza di centrosinistra che ha dedicato un’aula alla memoria di Carlo Giuliani ora chiede norme più severe a tutela anche delle forze dell’ordine. È credibile?
«Ricordo l’opposizione che alla Camera fece l’attuale capogruppo di Rifondazione al Senato al decreto Pisanu definendolo inefficiente e pericoloso. Ricordo l’opposizione durissima dell’attuale viceministro Paolo Cento che chiese il ritiro del provvedimento perché liberticida. Cento peraltro partecipò a una manifestazione di ultrà contro queste norme. Rifondazione, poi, al di là dell’intitolazione della sala, continua a chiedere una commissione di inchiesta sul G8. La sua coerenza è giudicabile da chiunque».
Da molte parti si chiede di allontanare le forze dell’ordine dagli stadi e responsabilizzare le società di calcio.
«Questo accade in Inghilterra dove ci sono norme più rigorose sul piano sanzionatorio. E poi noi tutti sappiamo che certi incidenti accadono dentro gli stadi ma anche e soprattutto fuori. E lì il personale di sicurezza cosa può fare? In ogni caso sul personale di sicurezza la legge c’è, manca l’applicazione».