Da Locarno fino a Venezia Navigli navigabili dal 2009

Errico, presidente del consorzio che gestisce l’idrovia: «Se non ci saranno intoppi nel progetto, fra tre anni sarà tutto pronto»

Matthias Pfaender

Navigare dalla Svizzera all'Adriatico, passando per Milano, sulle tracce delle antiche vie commerciali che trasportavano le mercanzie tra la laguna veneta e il Lago Maggiore. Il sogno dei milanesi di rimediare al fatto di non avere un fiume che li congiunga al mare non è ormai lontano dal diventare realtà. «Per il 2009, se non intervengono intoppi, dovremmo avere la possibilità di navigare su fiumi e navigli da Locarno fino a Venezia» ha illustrato, ad autorità ed esperti, Emanuele Errico, presidente di «Navigli lombardi», società consortile per la gestione dei navigli, alla relazione sull’avanzamento delle opere di ripristino del sistema di navigazione artificiale, tenutasi ieri a Milano all’approdo Alzaia del Naviglio Grande 66.
«Abbiamo colto l’occasione del rapporto sui progressi dell’idrovia - ha commentato Marilena Tamaro, presidente dell’associazione “Amici dei Navigli“, l’ente che per primo ha promosso l’idea - per pubblicizzare il nostro progetto, che, una volta realizzato, rappresenterà per Milano un grande strumento di promozione del territorio». Come agli inizi del diciannovesimo secolo, Milano ridiventerà così centro nodale di un sistema di comunicazione via d’acqua che unirà, attraverso un affascinante itinerario turistico, svizzeri e veneti. In periodo di collegamenti veloci e di tratte ferroviarie ad alta velocità, c’è chi insegue il desiderio di effettuare spostamenti lenti, facendosi placidamente trasportare dalle correnti dei fiumi. «Non manca molto» ha commentato la Tamaro. «L’anno prossimo sarà collaudata la conca della Miorina, i cui lavori di ristrutturazione sono ora in fase di completamento. Con questo si segnerà la riconnessione tra il lago Maggiore e il fiume Ticino, aprendo alla navigazione dodici chilometri di via d’acqua tra i parchi del Ticino lombardo e piemontese. Annuncio fin da ora - ha informato la Tamaro - che nel maggio del 2007 compiremo una discesa dimostrativa dell’intera via d’acqua, partendo da Locarno e sostando, prima dell’arrivo a Venezia, Milano e Pavia; sei imbarcazioni a pieno equipaggio passeranno dal Lago Maggiore al Ticino, e dal Naviglio Grande al Naviglio Pavese. Tutti i partecipanti saranno festeggiati a Milano presso il consolato svizzero, ed in corrispondenza di ogni approdo lungo il tratto monumentale del Naviglio Grande - ha concluso - saranno programmati avvenimenti di carattere culturale».
«Oggi, in onore dei nostri ospiti - ha sottolineato Alessandro Germinario, direttore della «Navigli Lombardi» - abbiamo compiuto un viaggio di prova sul Naviglio Grande e la Darsena, effettuando in conchetta la prima “concata“ (l’attraversamento in barca di una conca di sbarramento del naviglio) dopo cinquant’anni dall’ultima volta». «Milano e il suo hinterland non sono aree che si mettono in mostra - ha commentato Bruna Brembilla, assessore provinciale all’Ambiente - e il sistema di navigazione dei navigli sarà un ottimo mezzo per far scoprire, a milanesi e turisti, tanti bellissimi luoghi ad oggi sconosciuti ai più. Milano dovrà essere famosa non solo come capitale della finanza, della moda e del calcio, ma anche come centro di interesse ambientale ed enogastronomico. Bisognerà studiare - ha concluso l’assessore - percorsi che prevedano il passaggio, o addirittura delle soste, presso le oltre novecento aziende agricole dell’area milanese». Ad oggi sono già aperti alla navigazione in via sperimentale, per iniziativa della «Navigli Lombardi», alcuni tratti della rete dei canali.