Locazioni turistiche e norme del codice civile

L’art. 53 del Codice del turismo (D. Lgs. n. 79/’11), rafforzando un principio già affermato con la legge n. 431/’98, sancisce che «gli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche, in qualsiasi luogo ubicati, sono regolati dalle disposizioni del codice civile in tema di locazione». Per le locazioni turistiche, dunque, le uniche norme applicabili sono quelle del codice civile.
L’art. 52 dello stesso Codice, dal canto suo, interviene sulla legge n. 392/’78 (la legge c.d. dell'equo canone) e, segnatamente, sull’art. 27, che disciplina la durata delle locazioni ad uso diverso dall'abitativo. Il Codice riscrive di questa disposizione il primo e il terzo comma.
Nel primo comma, vengono individuate - attraverso un intervento che, a causa di errori di scrittura, determinerà, in mancanza di correzioni, grossi problemi interpretativi - le attività di interesse turistico alle quali si applica la durata dei contratti di sei anni. Si tratta, dice la norma, delle attività «di interesse turistico, quali agenzie di viaggio e turismo, impianti sportivi e ricreativi, aziende di soggiorno ed altri organismi di promozione turistica e simili».
La modifica del terzo comma equipara - ai fini dell'applicazione della durata di nove anni del rapporto locativo - agli immobili adibiti ad attività alberghiere, gli immobili adibiti all'esercizio di imprese che l’art. 1786 c.c. assimila agli alberghi («case di cura, stabilimenti di pubblici spettacoli, stabilimenti balneari, pensioni, trattorie, carrozze letto e simili»).
*presidente Confedilizia