Locri, il vescovo anti-mafia trasferito a Campobasso

Monsignor Bregantini, a Locri da 13 anni, impegnato nella lotta alla criminalità e alla 'ndrangheta è stato trasferito dal Papa a Campobasso. Proteste della comunità e degli intellettuali. Lui, commosso: "Obbedisco"

Reggio Calabria - Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, vescovo anti-’ndrangheta e per 13 anni alla guida della diocesi di Locri, si trasferisce a Campobasso. Il Papa infatti ha annunciato la sua nomina questa mattina, attraverso un comunicato diffuso dalla sala stampa della Santa Sede, letto congiuntamente anche nella Cattedrale di Locri. Papa Ratzinger - riferisce ancora la nota vaticana - ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi metropolitana di Campobasso-Boiano, presentata da monsignor Armando Dini, che lascia per raggiunti limiti di età. Si conclude così l’esperienza del vescovo di Locri, noto per il suo forte impegno sociale e contro la ’ndrangheta. La notizia ha suscitato numerose proteste tra i fedeli ma anche tra le autorità di tutta la Calabria.

Cattedrale gremita In una cattedrale gremita di gente il cancelliere della curia vescovile locrese ha dato lettura della bolla papale, con la quale monsignor Giancarlo Maria Bregantini viene nominato Arcivescovo di Campobasso - Boiano.  "Per obbedienza son venuto e per obbedienza parto". Monsignor Giancarlo Bregantini commenta così, ai microfoni di Radio Vaticana, l’addio alla diocesi di Locri-Gerace. "Oggi il Papa lo chiede a me e rispondo con questa disponibilità e, anche se con tanta sofferenza nel cuore, saluto la mia diocesi e mi avvio all’altra". Grande commozione da parte del vescovo che, salutando i fedeli presenti nella cattedrale, si è lasciato prendere dalle lacrime. Una grande appaluso ha accolto la promozione del prelato a nuovo metropolita della città molisana.