L'Ocse boicotta le elezioni russe: niente osservatori

L'organo di monitoraggio non invierà alcun osservatore a monitorare il voto del prossimo 2 marzo: "Imposte troppe restrizioni". il ministro degli esteri russo: "Inaccettabile"

Mosca - L’Osce ha deciso si boicottare le eleziono presidenziali in Russia. Nessun osservatore sarà inviato a monitorare la correttezza delle operazioni di voto il prossimo 2 marzo. "Una decisione inaccettabile", ha seccatamente commentato il portavoce del ministero degli Esteri, Mikhail Kamynin.

Lo strappo dell'Ocse Il principale organo europeo di monitoraggio elettorale ha dichiarato che non invierà osservatori alle elezioni presidenziali russe del 2 marzo a causa delle restrizioni imposte da Mosca sulla missione di monitoraggio. "L’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (Odihr) si dispiace che le restrizioni imposte alle attività di monitoraggio programmate non gli consentiranno di inviare una missione alle elezioni presidenziali in Russia del 2 marzo 2008", ha detto in un comunicato Odihr, l’organo dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa che si occupa di monitorare il corretto svolgimento dei processi democratici. "Abbiamo compiuto ogni sforzo in buona fede per riuscire ad inviare la nostra missione", ha dichiarato il direttore di Odihr Christian Srohal. "La Federazione Russa ha imposto delle limitazioni che non permettono di portare avanti una missione di monitoraggio elettorale", ha aggiunto.

La dura reazione di Mosca Il ministero degli Esteri russo ha reagito definendo "inaccettabile" la decisione dell’Osce. Poche ore prima della rinuncia, il responsabile della diplomazia di Mosca, Sergei Lavrov, aveva dichiarato che Mosca non aveva alcuna intenzione di piegarsi agli ultimatum e aveva detto che l’Osce doveva riorganizzarsi e smettere di "inventare istruzioni". Secondo il portavoce del ministero degli esteri Mikhail Kaminin, l’Odihr avrebbe infatti pianificato sin dall’inizio il boicottaggio. "L’aver ignorato i principi etici di base e il dialogo fondato sul mutuo rispetto dimostra che l’Odihr apparentemente non aveva nessuna intenzione di acconsentire a un formato reciprocamente accettabile per il monitoraggio, ma stava preparando il terreno per il suo rifiuto".