L'Ocse: "Rallenta la crescita dell'Italia"

Rallenta la crescita del Pil nei paesi Ocse, ma il nostro Paese è fanalino di coda (2,7%), con la crescita più modesta nel
trimestre (0,6%). In area Euro record della Germania: + 3,6%. L'Isae (Istituto studi e analisi economica) però dispensa ottimismo: "L’economia italiana dovrebbe recuperare ritmi più vivaci"

Milano - Rallenta la crescita del Pil nei paesi Ocse, anche se continua a mantenersi sostenuta. L'Italia però viaggia ancora a scartamento ridotto. Nel primo trimestre - secondo i dati periodici dell’organizzazione - l’aumento è stato dello 0,6% rispetto al 4° trimestre del 2006 quando era stata dello 0,8%. Su base annua la crescita è aumentata del 2,7% contro il 3,3% del trimestre precedente. In area Ocse l’Italia si mantiene fanalino di coda con la crescita più modesta nel trimestre pari al solo 0,2% (1,1% nel trimestre precedente).

Su base annua la crescita italiana è stata del 2,3%. Peggio dell’Italia sono stati la Francia (2%), gli Usa che hanno registrato una crescita del solo 2,1% e il Giappone 2,2%. La migliore crescita è stata quella della Germania che ha registrato un aumento del 3,6% mentre in euro area il Pil è salito del 3,1%.

Ma l'Isae dispensa ottimismo: "L'economia recupererà" L’economia italiana dovrebbe ora «recuperare ritmi più vivaci» dopo la pausa sperimentata nei primi tre mesi. Lo prevede l’Isae (Istituto studi e analisi economica) che nelle sue ultime previsioni economiche rivede marginalmente al rialzole stime per l’Italia. L’attività economica aumenta nella media del 2007 dell’1,9%, nei dati corretti per il calendario (in rialzo di un decimo rispetto alle stime Isae di marzo); del 2%, in termini grezzi. Nel 2008, la crescita, in termini sia grezzi che «corretti», si attesta all’1,8% (un decimo in più rispetto alla previsione di marzo).

Il divario nei tassi di sviluppo con l’area euro, pari a 0,9 nel 2006, si porta a 0,6 nel 2008. Sulla dinamica dell’economia italiana incidono favorevolmente spiega l’Isae - dal lato della domanda, tanto il contributo della spesa interna, quanto il ritrovato slancio dell’export. Dal lato dell’offerta, si conferma il più favorevole andamento (avviato nel 2005) della produttività manifatturiera; esso si accompagna, come già nel 2006, a un’evoluzione positiva dell’occupazione. Andamenti della produttività più deboli continuano invece a contrassegnare gli altri settori.